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Democrazia diretta in Svizzera

Blocher: soddisfatto di sé ma non degli altri

Un voto scarso per la Svizzera e buono per sé: la pagella 2004 di Christoph Blocher Keystone

Il ministro di giustizia e polizia stila un bilancio positivo del suo primo anno d'attività in governo. Ma continua ad attaccare il modo di funzionamento dello Stato.

Il tribuno dell’Unione democratica di centro (destra populista) vuole impegnarsi in favore di un «cambio di mentalità» in seno alla Berna federale.

L’amministrazione è sovradimensionata e troppo poco legata alla realtà, i problemi non vengono chiamati con il loro nome e sono pienamente giustificate le invocazioni di aiuto da parte della popolazione, dei cantoni e dei comuni riguardo a temi come l’immigrazione illegale, la criminalità e il risanamento delle finanze: è il bilancio che trae il consigliere federale Christoph Blocher dopo un anno di attività in governo.

«La mia impressione iniziale riguardo ai mali del paese si è confermata e addirittura acuita», ha affermato il ministro di giustizia in una conferenza stampa a Bienne. Blocher si dice quindi intenzionato a parlare chiaro e a mettere a nudo i problemi per porre le basi che porteranno alle soluzioni.

Unica nota positiva appare il suo inserimento in governo: Blocher ha detto di non essere stato isolato dagli altri membri del Consiglio federale e di aver trovato un riconoscimento superiore alle attese. Dopo i primi momenti di difficoltà iniziale, Blocher ha riscontrato un «cambio di mentalità». Il Consiglio federale ora discuterebbe in modo più aperto e trasparente. I problemi sarebbero affrontati con realismo e non attraverso una lente politica.

Bilancio in chiaroscuro

Il bilancio del «tribuno del popolo», come viene definito Christoph Blocher, è agrodolce. Gli obiettivi del leader della destra populista restano il mantenimento della sovranità, la crescita economica, la sicurezza e una politica degli stranieri pragmatica.

Blocher saluta come successo personale la decisione del Consiglio federale di non più inserire l’adesione della Svizzera all’Unione europea fra gli obiettivi strategici.

La neutralità resta un principio caro all’imprenditore zurighese. «Il principio della neutralità è la migliore protezione dal terrore internazionale».

Amministrazione nel mirino

Il ministro di giustizia e polizia non risparmia le critiche all’amministrazione federale, colpevole, a suo avviso, di essere poco efficiente, poco legata alla realtà e spendacciona.

Meglio ha fatto il suo dipartimento che ha speso 60 milioni in meno del budget previsto e ha tagliato 110 posti di lavoro (ma ne ha creato altri 59 per la lotta alla criminalità, come ha ammesso lo stesso Blocher in un secondo tempo).

I risparmi sono stati resi possibili soprattutto dalle nuove e più rigide procedure d’asilo. Il numero delle richieste d’asilo è crollato grazie all’abbreviazione delle procedure, allo stralcio dei contributi sociali e alla pressione per il rientro ai loro paesi dei richiedenti respinti.

«Il tema dell’asilo era tabù prima che io arrivassi in governo», ha dichiarato Blocher a swissinfo, «ma ora siamo in grado di discuterne apertamente».

Per il futuro, Blocher vuole continuare sulla strada intrapresa: cambio di mentalità e tagli alle spese. Lo stato non dovrebbe essere autorizzato ad aumentare né le sue entrate, né le sue uscite.

swissinfo e agenzie

Il budget 2004 del Dipartimento di giustizia e polizia si elevava a 1,5 miliardi di franchi
Il dipartimento di Christoph Blocher, eletto il 10 dicembre 2003, ha speso 60 milioni in meno del previsto
Sono stati tagliati 110 posti di lavoro
59 altri impieghi sono stati generati per rafforzare la lotta alla criminalità

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