Borodin e Pacolli a Ginevra dal giudice Devaud
Il procuratore generale di Ginevra Bernard Bertossa ritiene che l'inchiesta per riciclaggio di denaro riguardante l'ex tesoriere del Cremlino Pavel Borodin sia «praticamente terminata». Il processo potrebbe tenersi prima della fine dell'anno, ha detto giovedì Bertossa uscendo dall'udienza in cui sono comparsi davanti al giudice istruttore Daniel Devaud tutte le persone accusate nella vicenda.
Nell’ufficio di Devaud Borodin si è trovato a fianco di Behgjet Pacolli, «patron» dell’impresa luganese Mabetex, e di altre tre persone, un avvocato e due banchieri. Borodin non ha aperto bocca come di consueto, ha precisato Bertossa, mentre Pacolli ha accettato di rispondere alle domande del magistrato. Diverse udienze sono ancora previste.
Da quando la magistratura ginevrina ha avviato l’inchiesta per riciclaggio, è la prima volta che Borodin e Pacolli si ritrovavano insieme nell’ufficio del giudice.
La giustizia ginevrina sospetta che Borodin abbia riciclato in Svizzera circa 30 milioni di dollari, frutto di presunte tangenti versate dalle società ticinesi Mabetex e soprattutto Mercata in cambio dell’assegnazione di lavori di ristrutturazione del Cremlino.
swissinfo e agenzie
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