Caso Regli: accertamenti in corso sui contatti dei servizi segreti
In relazione alle nuove accuse formulate contro l'ex capo dei Servizi di informazione dell'esercito Peter Regli, il Dipartimento militare sta controllando se alcuni scottanti documenti relativi a contatti tra i servizi segreti svizzeri e quelli di altri paesi siano stati distrutti.
Lo stesso Regli ha dichiarato di aver eliminato degli incarti, con l’accordo dell’allora capo dello Stato maggiore.
«Stiamo esaminando se questi documenti siano stati distrutti e, se sì, quali e in che circostanze», ha dichiarato domenica Oswald Sigg, capo della divisione dell’informazione e della documentazione al dipartimento, confermando notizie riportate nel fine settimana dalla stampa.
Secondo la legge sull’archiviazione, gli atti pubblici prodotti dall’amministrazione devono essere conservati. Una loro distruzione sarebbe perciò contraria alla legge, ha detto Sigg. L’inchiesta sugli atti potrebbe durare a lungo.
Al contrario, l’esame delle nuove accuse provenienti dal Sudafrica dovrebbe essere terminato alla fine della settimana prossima. Il medico sudafricano Wouter Basson ha affermato recentemente, in una deposizione al tribunale di Pretoria, che Regli lo avrebbe aiutato nel 1992 ad acquistare in Russia mezza tonnellata di una potente droga, il Mandrax, di cui l’esercito sudafricano voleva dotarsi per il suo arsenale chimico. Regli ha respinto le accuse.
swissinfo e agenzie
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