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Christiane Brunner davanti alla giustizia

La presidente del sindacato FLMO Christiane Brunner ritratta il 14 giugno dello scorso anno alla manifestazione di cui è stata chiamata a rispondere davanti alla giustizia bernese. Keystone / Edi Engeler

È iniziato martedì a Berna il processo alla consigliera agli Stati socialista ginevrina Christiane Brunner (foto), accusata di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata. Il verdetto è atteso per martzedì pomeriggio.

La presidente della FLMO e consigliera agli Stati ginevrina, si era rifiutata di pagare una multa di 300 franchi, inflittale dalla polizia comunale per aver partecipato alla manifestazione. «È un processo politico, nella misura in cui io sono l’unica accusata di tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione» ha indicato la Brunner prima di presentarsi davanti al tribunale.

Il 14 giugno 1999, circa 500 manifestanti erano sfilati davanti alla sede dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). «Io ho solo trasmesso una lettera di protesta al responsabile dell’USAM Pierre Triponez», ha aggiunto la consigliera agli Stati.

La prima giornata di dibattimenti è stata dedicata all’audizione della Brunner. La consigliera agli Stati ha raccontato di non sapere come e chi abbia convocato la manifestazione davanti alla sede dell’USAM. Ha detto di essere stata contattata dall’Unione sindacale svizzera (USS) e che il suo compito era di trasmettere una lettera di protesta al direttore dell’USAM Pierre Triponez.

Il giudice unico del tribunale, Lienhard Ochsner, ha sottolineato che in questo caso l’immunità parlamentare non può essere invocata, poiché la Brunner ha partecipato alla manifestazione in qualità di sindacalista. La difesa comunque non ha utilizzato questo argomento.

Il problema è di stabilire se la manifestazione fosse organizzata o no. Il regolamento comunale bernese autorizza infatti le riunioni spontanee. Il processo proseguirà martedì con l’audizione di testimoni.

Diverse decine di persone, in maggioranza donne, sono giunte a Berna per sostenere Christiane Brunner. Su uno striscione accusano in particolare il direttore della polizia municipale e consigliere nazionale, Kurt Wasserfallen.

swissinfo e agenzie

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