Colpo di coda del leone ferito
Gara 5 della finale dei playoffs. Altro che serie conclusa! I Lions espugnano la Resega imponendosi per 6 - 3 e conquistano la seconda vittoria di questa finale. Un Lugano molto distratto sciupa invece il primo match ball per la conquista del titolo di campione svizzero. Gliene restano due. Ma ora si torna all'Hallenstadion...
Chi aveva preparato lo champagne (ed erano certamente in tanti…) lo avrà riposto accuratamente in frigo o in cantina, almeno (e sottolineiamo almeno) fino a giovedì. Sì perché ora la serie si riapre. 3 vittorie per il Lugano, 2 per i Lions che, giovedì, tornano a giocare nel loro catino di Oerlikon, nella speranza di acciuffare i bianconeri e scendere nuovamente in Ticino sabato per la decisiva settima partita.
Il Lugano ha perso il classico incontro da non perdere. Sfida che avrebbe potuto consegnargli il trofeo davanti al proprio numeroso pubblico (8’000 spettatori, tutto esaurito), accorso in massa per l’evento. E ha perso male. Forse addirittura troppo male per preoccupare seriamente, visto che quello di martedì sera non è sembrato un Lugano “vero”.
Nervosi, apparsi incapaci di gestire la pressione, poco lucidi, imprecisi e difensivamente disastrosi (ciò fa davvero specie, per quello che, fino a ieri, era il miglior apparato difensivo del paese) i bianconeri proprio non c’erano con la testa. Al contrario dei Lions che, digerito l’affronto casalingo subito nella gara precedente, sono scesi in Ticino con il piglio di chi non ha più nulla da perdere. Ed hanno giocato un’onesta partita, pur senza incantare particolarmente. Ciò che la dice lunga sulla controprestazione dei padroni di casa
Rispetto alle ultime gare, rientrano Jan Cadieux e Peter Andersson (al posto del finora ottimo Chris Lindberg) nelle file bianconere, Dan Hodgson e Morgan Samuelsson (al posto del finora…opaco Pat Lebeau) nei Lions. Modifiche importanti certo, ma non determinanti ai fini del risultato. La differenza l’ha fatta l’aspetto mentale.
Che per alcuni bianconeri (con il problema che, con il passare dei minuti si è ampliato a macchia d’olio nella compagine di Koleff) non fosse serata, lo si è capito dopo la bellezza di 17 secondi. Errore pacchiano in uscita dal terzo di Astley, a cui Antisin ha, per modo di dire, dato una mano, e goal di Zeiter su assist di Samuelsson, che non giocava da un mese. Nei minuti seguenti il Lugano può giocare anche in 5 contro 3 per 47 secondi, ma non se ne fa nulla. Così, al 5:48 arriva il goal di Laurent Müller che porta i Lions in doppio vantaggio.
Dopo un’entrata in materia così traumatica, i luganesi faticano a riprendersi. Nel primo tempo, pur avendo le migliori occasioni, non riescono a buttarla dentro neanche a porta vuota (vero Fuchs?). Da parte loro gli zurighesi accettano di buon grado la situazione e serrano ancor più le file, scorgendo uno spiraglio di luce dopo due partite per loro piuttosto amare.
Recupero? Tutt’altro! Al 13:48 del secondo tempo il punteggio è addirittura di 0 – 4 in favore dei Lions. Reti di Samuelsson e ancora di Laurent Müller, il quale trafigge lo stranamente insicuro Huet dopo che Voisard gli consegna il disco, commettendo ben 3 grossolani errori d’impostazione in circa 10 secondi…Partita chiusa? No, o almeno non totalmente. Il Lugano non abbassa la guardia ed i leoni non si dimostrano molto impermeabili. Ancora nel secondo tempo giungono i goal di Dubé e Cadieux che ridanno speranze ad un Lugano quasi risorto. 2 – 4, con ancora 20 minuti da giocare.
Nei primi 10 minuti dell’ultimo periodo, i padroni di casa provano a mettere pressione, usufruendo anche di 2 power play. Mal sfruttati. A chiarire la situazione sono ancora 2 errori pacchiani della difesa bianconera: un’uscita dal terzo sbagliata più volte che vede coinvolti Astley, Jeannin e Huet (che costa il 2 – 5 di Martin Kout) e, dopo il provvisorio 3 – 5 di Savage a 7 minuti dal termine, un rilancio sbagliato dal portiere francese che consegna all’incredulo Hodgson un disco soltanto da scagliare in una porta deserta. 3 – 6 ed è festa….solo per i giocatori dei Lions, visto che, per motivi di sicurezza, i loro tifosi non hanno potuto accedere alla pista.
Giovedì si continua, questa volta davanti agli 11’500 dell’Hallenstadion. E se prima di gara 5 il leone era ferito, ora la prognosi ne certifica il quasi completo ristabilimento. Il toccasana delle 6 reti realizzate alla Resega (dopo che nelle altre 4 partite di finale, i Lions avevano centrato il bersaglio solo 4 volte) gioverebbe anche ad un leone morente. Figuriamoci ai Lions. Da parte bianconera manca sempre solo una vittoria al raggiungimento del titolo. Ora però con due soli match ball a disposizione.
Marzio Pescia
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.