Conferenza contro il razzismo senza consiglieri federali
Delusione per le organizzazioni anti-razziste: non sarà un consigliere federale, bensì Claudia Kaufmann, segretaria generale del dipartimento dell'interno, a guidare la delegazione elvetica di otto membri alla terza Conferenza mondiale contro il razzismo, organizzata dall'ONU a Durban (Sudafrica) dal 31 agosto al 7 settembre. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio federale.
Il Governo ritiene che la conferenza rappresenti un’opportunità per discutere del razzismo quale «fenomeno di dimensioni globali» e per trovare insieme il modo di affrontarlo a livello mondiale. Durante i lavori preparatori la Svizzera si è impegnata in modo particolare per costituire organi nazionali in grado di contrastare il razzismo, tutelando le vittime e perseguendo penalmente i responsabili.
Berna appoggia inoltre la lotta ai siti internet di stampo razzista, il rispetto delle norme del diritto umanitario internazionale e la lotta contro la discriminazione nell’istruzione pubblica.
Il Gruppo di riflessione e d’azione contro il razzismo praticato verso i neri (GRAN) si era rammaricato che la Svizzera non invii a Durban una delegazione di «alto profilo». In un comunicato diffuso martedì il Gruppo chiedeva che a fare il viaggio in Sudafrica fosse il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger.
Leuenberger ha effettivamente ricevuto un invito dalla presidenza sudafricana – ha reso noto mercoledì il portavoce del Consiglio federale Achille Casanova durante la tradizionale conferenza stampa al termine della riunione governativa, ma per altri impegni ha dovuto rinunciare.
Temi delicati della conferenza saranno il colonialismo e il sionismo; i negoziatori, riuniti a Ginevra per due settimane, non hanno raggiunto grandi accordi. Stati Uniti e Unione europea rifiutano di assimilare il sionismo al razzismo, mentre i Paesi arabi chiedono di trovare la maniera per evocare «il forte deterioramento dei diritti umani nella Palestina occupata». I Paesi ex coloniali o schiavisti accettano di esprimere rammarico, ma non di scusarsi.
Pur senza voler negare la grande importanza di un esame critico del passato, la delegazione elvetica a Durban «si impegnerà in primo luogo in favore della lotta mondiale al razzismo in un’ottica attuale e futura», si afferma in una nota del DFI.
swissinfo e agenzie
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