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Confermate 16 vittime dello tsunami

A due mesi dallo tsunami, l'identificazione delle vittime non è ancora conclusa Keystone Archive

La cifra delle vittime svizzere del maremoto che ha colpito le coste dell'Oceano indiano a fine dicembre è sceso a 136. I morti accertati sono 16.

La Polizia federale ha chiuso martedì il centralino per le famiglie, ma intende informare tempestivamente in caso di nuove identificazioni.

A quasi due mesi dalla catastrofe nell’Oceano indiano, il numero degli svizzeri scomparsi è sceso a 136. Anche il numero delle vittime accertato è sceso da 23 a 16.

Sette delle vittime elvetiche non risiedevano infatti in Svizzera, come ha precisato Guido Balmer, portavoce della fedpol, l’Ufficio federale di polizia. Le indagini sul destino di queste persone è dunque stato ceduto dalle autorità di Berna a quelle dei rispettivi paesi di residenza.

Come tale il numero di persone identificate fra le vittime del maremoto è sceso a 16. Di queste solo sette sono state direttamente riconosciute dagli specialisti federali attraverso dei dati medici e fotografici portati dalla Svizzera. Gli altri sono stati identificati dai partenti. Questo tipo di identificazione è ritenuto meno affidabile dagli inquirenti.

Il destino degli scomparsi

Rimangono ancora 96 persone ritenute vittima della tragedia, mentre ulteriori 24 sono scomparse. Nelle ultime settimane le cifre sono state modificate più volte e manca ancora una chiarezza completa sulle effettive proporzioni della catastrofe, non solo per le vittime elvetiche.

In parte è stata denunciata la scomparsa di persone che poi sono riapparse in altre zone o che sono ufficialmente domiciliate in altri paesi, dunque cadono sotto le competenze amministrative di altri stati.

Anche in questa categoria si stanno facendo dei progressi: in Tailandia sono state prelevate delle prove di DNA dalle vittime che vengono poi confrontate con i dati disponibili in Svizzera.

Centralini chiusi

Attualmente, la fedpol indica che solo in 27 casi ci si trova in assoluta assenza di punti di appiglio. Le centinaia di nomi, annunciati in un primo tempo al centralino d’emergenza, sono stati identificati; la maggior parte è sana e salva e di nuovo in patria.

Il centralino d’emergenza, istituito immediatamente dopo la catastrofe e che ha raccolto circa 10’000 telefonate, è dunque stato chiuso. La polizia federale rimane a disposizione delle famiglie che attendono ancora notizie dei propri cari e intende informare tempestivamente in caso di novità.

Problemi informatici

La fedpol smentisce inoltre le tesi, pubblicate dalla stampa domenicale, che ci sarebbero state delle difficoltà nell’identificazione del DNA delle vittime. Gli inquirenti si avvalgono infatti anche di altri elementi come l’analisi delle ossa e della dentatura per evitare degli errori di identificazione.

Confermati sono invece i problemi di lettura dei dati nei paesi colpiti dallo tsunami. Il programma informatico, adottato dalle autorità tailandesi per la gestione della catastrofe, non è compatibile con quelli utilizzati in Europa che sono in parte di più vecchia data.

Per Balmer si tratta di un problema di coordinazione internazionale che, viste le condizioni in cui è stato realizzato, non può essere ritenuto uno scandalo. Per ovviare a questo inconveniente, il personale delle ambasciate trascrive manualmente le schede raccolte dalle autorità locali su supporti compatibili con gli strumenti informatici svizzeri e europei.

swissinfo e agenzie

16 le vittime svizzere dello tsunami confermate
96 i dispersi
24 le persone scomparse

I centri psicologici cantonali hanno registrato un forte numero di richieste di sostegno da parte di persone reduci dalla tragedia in Asia.

Con un programma speciale, il Centro di formazione per la psichiatria di catastrofe e di guerra di Zurigo, ha istituito un questionario online nelle tre lingue ufficiali per analizzare i propri sintomi.

Le conseguenze psichiche, spesso sottovalutate, possono causare problemi a lungo termine. Il test vuole essere un aiuto. Il sito offre poi informazioni sui centri di aiuto regionali.

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