Cooperazione franco-svizzera per la polizia a Ginevra-Cointrin
Novità nella lotta alla piccola e media delinquenza. Presto sarà possibile vedere un'auto della polizia francese inseguire a sirene spiegate i malviventi anche in territorio elvetico. I poliziotti svizzeri potranno fare lo stesso su suolo francese, grazie ad un accordo fra Berna e Parigi.
Queste scene, oggi inimmaginabili, saranno realtà il prossimo anno, una volta creato il Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) fra Francia e Svizzera. La struttura, con una quarantina di dipendenti, avrà sede all’aeroporto di Ginevra Cointrin. Il CCPD di Cointrin sarà simile a quello che si dovrebbe aprire il prossimo anno a Chiasso, per la cooperazione con i servizi di polizia e doganali italiani.
Il CCPD sarà una sorta di crocevia dove i poliziotti, di entrambi i Paesi, avranno la possibilità di scambiare rapidamente informazioni e di coordinare le operazioni transfrontaliere. «Il nostro compito sarà così semplificato» ha affermato Gérard Maury, capo della polizia di sicurezza internazionale a Ginevra. Attualmente, ha precisato – «le informazioni impiegano troppo tempo ad arrivare da un Paese all’altro ed il fatto di dover interrompere un inseguimento alla frontiera significa, in molti casi, non ritrovare più i sospetti». Maury spera che il centro abbia un effetto dissuasivo e faccia diminuire la criminalità transfrontaliera.
Il CCPD favorirà la lotta contro la piccola e media criminalità, secondo Olivier Pecorini, capo divisione della polizia giudiziaria federale all’Ufficio federale di polizia (UFP). A Ginevra, ad esempio, le bande di ladri lionesi creano problemi. Con auto potenti rubate in Svizzera possono raggiungere Lione in mezz’ora. Il CCPD permetterà di avvisare rapidamente la gendarmeria francese affinché possa intercettare i ladri.
Per la polizia svizzera, il centro rappresenta un passo importante in direzione dell’Unione europea. «Cerchiamo di renderci eurocompatibili e il CCPD è un eccellente mezzo per riuscirci», ha detto Pecorini. «È un’apertura su Schengen», ha aggiunto Maury.
Su numerosi punti, l’accordo raggiunto con la Francia infatti somiglia a quello di Schengen, nota Pecorini. Con una differenza importante però: gli svizzeri non hanno direttamente accesso alla banca dati del sistema di Schengen. Il CCPD di Ginevra Cointrin avrà un budget di 5-6 milioni di franchi l’anno, suddiviso in parti uguali fra Francia e Svizzera. La Confederazione si prenderà a carico i due terzi delle spese elvetiche, mentre il terzo restante spetterà ai cantoni.
Berna aprirà i cordoni della borsa poiché per la Svizzera le ripercussioni del CCPD non si limitano alla regione ginevrina. Le polizie cantonali potranno infatti contattare il centro per ottenere informazioni relative alla Francia.
swissinfo e agenzie
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