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Nelle montagne del Pamir, un aiuto svizzero «affidabile»

Nell’ex repubblica sovietica del Tagikistan, i cooperanti svizzeri sono considerati dei partner esperti, pragmatici e tenaci, ha constatato sul posto la giornalista di swissinfo.ch.

Questo paese dell’Asia centrale, dalla storia molto antica, dimostra oggi un certo dinamismo. Nel 1991, dopo la caduta dell’Unione sovietica, il Tagikistan è diventato indipendente e quasi subito è scoppiata la guerra civile. Il conflitto si è protratto per sette anni e ha costato la vita a oltre 60’000 persone.

La Svizzera è arrivata sul posto nel 1993. All’inizio, il suo aiuto è stato essenzialmente di carattere umanitario. Nel 1997, la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSCCollegamento esterno) ha aperto un ufficio nella capitale Dushanbe. Il suo responsabile, Peter Mikula, è convinto che il Tagikistan è «un vero e proprio gioiello, ancora poco conosciuto».

Tra il 2012 e il 2015, la Svizzera ha investito nel paese 62,5 milioni di franchi, di cui un terzo in progetti di infrastrutture di approvvigionamento idrico, 11,5 milioni nel settore privato e 12 milioni nel miglioramento del sistema di sanità pubblica.

(Produzione: Lioudmila Clot, Daniel Wihler, swissinfo.ch)

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