Critiche alle operazioni di pace Onu: necessaria una profonda riforma
I caschi blu dell'Onu devono potere difendersi ed essere dispiegati più rapidamente. È necessaria anche una riforma delle operazioni di pace. Sono le conclusioni del rapporto stilato da sei esperti, fra cui lo svizzero Cornelio Sommaruga.
Il rapporto è stato ordinato dal segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, che mercoledì ha dato il proprio sostegno alle raccomandazioni formulate nel documento.
Gli esperti, presieduti dall’ex ministro algerino degli esteri Lakhdar Brahimi, non suggeriscono la creazione di un esercito permanente dell’Onu. Ciò «avrebbe irritato alcuni governi e discreditato il nostro rapporto», ha spiegato Sommaruga. «Abbiamo voluto essere realisti e sono fiducioso sull’accoglienza degli Stati alle nostre raccomandazioni», ha proseguito l’ex presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa.
Il gruppo auspica che gli Stati membri costituiscano forze multinazionali di dimensioni analoghe a una brigata, pronte a intervenire nel giro di 30 giorni. Elementi di polizia civile nazionali dovrebbero pure essere pronti a intervenire con un preavviso di sette giorni.
Un centinaio di ufficiali dovrebbero essere disponibili entro sette giorni per istituire lo stato maggiore di un’operazione per il mantenimento della pace. Il segretario generale dell’Onu dovrebbe inoltre beneficiare di risorse finanziarie per preparare un’operazione.
I soldati dovrebbero avere «regole di assunzione precise, mandati chiari e realisti». Lo spiegamento non dovrebbe iniziare prima che gli Stati abbiano promesso di fornire tutti i contingenti necessari.
Cornelio Sommaruga si è detto «molto sorpreso del livello di disorganizzazione interno e delle difficoltà di comunicazione in seno all’Onu». Il rapporto caldeggia la creazione di servizi d’informazione delle Nazioni Unite per consentire all’organizzazione di avere le proprie fonti, di pianificare in tempo le operazioni e di elaborare una strategia a lungo termine.
Gli esperti sono critici anche nei confronti del Consiglio di sicurezza, che accusano di decidere «mandati ambigui, incoerenti, finanziati in modo insufficiente». L’Onu non deve cercare di imporre la pace sul piano militare. Le organizzazioni regionali o le forze multinazionali ne sono responsabili, sotto l’autorità del Consiglio di sicurezza, rileva il rapporto.
Affinché l’Onu assuma l’impegno, occorre che ci sia un accordo di pace o di cessate il fuoco. «In ogni caso occorre evitare che contingenti dell’Onu non siano in grado di difendersi, come in Bosnia», ha detto Sommaruga.
Aderendo alle raccomandazioni degli esperti, Kofi Annan ha lanciato un appello ai capi di Stato e di governo che si riuniranno in settembre per il «vertice del millennio», affinché approvino le riforme proposte.
swissinfo e agenzie
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