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Cupe nubi sul futuro europeo del Lugano

L'allenatore della formazione bianconera, Roberto Morinini, sembra imprecare lamentadosi per l'occasione sprecata Keystone

La difficile trasferta di Donetsk per il primo turno di qualifica alla prestigiosa Champions League si è risolta con un pesante 3-0 a favore dei padroni di casa. Martedì prossimo la partita di ritorno a Cornaredo, con le chances di passare il turno per i ticinesi ridotte al lumicino.

Sarebbe stato difficile e lo si sapeva. Gli avversari erano tosti, sperimentati e smaniosi di accedere nuovamente, come nella scorsa stagione, al “dorato” tabellone principale di Champions League. La speranza dei ragazzi di Morinini era però quella di limitare i danni in Ucraina per poi giocarsela a Lugano.

Il verdetto del campo è stato però impietoso: 3 – 0 per lo Shaktor, ciò che significa un cocente ed immediato ridimensionamento delle ambizioni bianconere. Il tutto per la gioia dei 31mila spettatori che hanno affollato lo stadio municipale di Donetsk che già staranno pregustando nuove appetitose sfide europee: chi passa questo primo turno, se la vede infatti con il Borussia Dortmund, un vero e proprio colosso calcistico.

La partita inizia con un Lugano disinvolto e piuttosto spavaldo. Azioni ficcanti e repliche continue, orchestrate da un gran bel Caico, la mezza punta brasiliana recentemente acquistata. Lo Shaktor parte lentamente, prendendo però a poco a poco il sopravvento sulla formazione ticinese. Al 20esimo arriva la prima rete firmata dal russo Bakharev con una stoccata dall’angolo dell’area di rigore elvetica, su passaggio dello sgusciante Zubov.

Al 56esimo, dopo che la partita sembrava essersi piuttosto stabilizzata su un punteggio che poteva anche accontentare gli ospiti, giunge però la doccia fredda. Incursione sulla destra dello schieramento difensivo bianconero, mancato allontanamento di Bastida e fucilata di Timoshuk per il 2 – 0. 7 minuti più tardi lo Shaktor rincara la dose con una volé della star, altrimenti poco in vista, Vorobiei.

L’ultimo quarto d’ora del confronto vede entrambe le squadre disporre di ghiotte occasioni per smuovere nuovamente la situazione. Ma nessuno concretizza. A due minuti dal termine palla d’oro sui piedi di Julio Hernan Rossi che, incredulo, vede il pallone fermato dall’estremo difensore ucraino Virt proprio sulla riga.

Martedì prossimo il match di ritorno a Lugano, con la formazione bianconera chiamata ad un vero e proprio miracolo per evitare la prematura eliminazione dalle competizioni europee (e dalle possibilità di cospicui incassi che fanno parecchio gola…). La logica ed il realismo impongono di tenere a freno le illusioni. Certo è che niente è impossibile e sicuramente Morinini non mancherà di ripeterlo ai suoi giocatori spronandoli verso quello che, ormai, appare come un traguardo molto, molto lontano.

Marzio Pescia

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