Dieci anni d’attività del Fondo svizzero per il paesaggio
A lungo termine, la preservazione del paesaggio è importante. In occasione dei dieci anni del Fondo svizzero per il paesaggio (FSP), i suoi rappresentanti hanno difeso martedì a Berna l'importanza dell'aiuto fornito a circa 700 progetti individuali.
Dall’inizio degli anni ’80, la superficie abitata in Svizzera è aumentata del 15 per cento. Ogni secondo, un metro quadro è urbanizzato, ha ricordato Hans Weiss, membro della direzione del FSP. A torto, molti credono che il mercato deve poter sfruttare suolo e paesaggio in modo incondizionato.
Secondo Weiss, a breve termine questa visione non deve imporsi. Per promuovere la protezione del paesaggio, dalla sua istituzione nel 1991, il FSP dispone di un bilancio di 50 milioni di franchi. Un nuovo credito di 50 milioni è stato votato dal parlamento nel 1999, unitamente alla proroga dell’attività del FSP fino al 2011.
Allora, il dibattito fu controverso, ha ricordato il presidente del FSP, consigliere agli Stati sangallese Eugen David (Partito popolare democratico). In periodo di restrizioni finanziarie, il Consiglio federale era piuttosto restio a questa proroga finanziaria. Tuttavia, gli ambienti interessati riuscirono a convincere il parlamento sulla necessità del Fondo, che sostiene solo progetti concreti.
A mo’ d’esempio, i rappresentanti del FSP hanno presentato il progetto di Trimmis, nella valle grigione del Reno, basato sulla protezione delle siepi e dei muri di pietra a secco (sussidio: 850’000 franchi) e quello del risanamento dei ruscelli a Zennegen, in Vallese (300’000 franchi).
La FSP investe laddove mancano altri investitori o quando i fondi già a disposizione non bastano, ha osservato Weiss. Tuttavia, il Fondo non dovrebbe restare tributario unicamente della Confederazione. Secondo Deiss, anche la società civile, le imprese e i cantoni potrebbero contribuire maggiormente.
swissinfo e agenzie
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