Fondi in giacenza: via libera ai primi indennizzi
L'organizzazione zigana «Romani Holocaust Survivor» ha ritirato il ricorso, inoltrato il 21 dicembre 2000 contro la ripartizione di 1,25 miliardi di dollari dell'accordo globale sitpulato fra le banche svizzere e le organizzazioni ebraiche americane. La Corte d'appello federale di New York avrebbe dovuto pronunciarsi dopodomani. I ricorrenti ritenevano il piano di distribuzione «ingiusto e arbitrario».
Il ricorso non aveva possibilità di essere accolto, ha dichiarato l’avvocato dell’associazione rom Burt Neuborne, professore di diritto alla New York University, motivando la rinuncia. «Mancano le basi giuridiche»: anche i membri dell’organizzazione zigana l’hanno ora compreso, ha spiegato il legale.
Per l’altro legale dei ricorrenti, Ramsey Clark – ex ministro della giustizia durante la presidenza del democratico Lyndon Johnson – il piano di distribuzione così come era stato concepito a suo tempo è discriminatorio nei riguardi dei suoi clienti: sulla cifra complessiva, 800 milioni di dollari erano riservati ai possessori di conti in giacenza o ai loro eredi. «Rom e sinti si sentono ignorati e discriminati» ha detto Ramsey, «poiché considerano che la quota loro destinata sia insufficiente».
Al momento, ha Detto Neuborne, rimangono pendenti due ricorsi, che però non dovrebbero ritardare il versamento dei primi indennizzi. Secondo informazioni riportate dal giornale ebraico in lingua tedesca stampato a New York «Aufbau», grazie al ritiro del ricorso il giudice Edward Korman, incaricato di distribuire il denaro dell’accordo globale, ha concesso il via libera al versamento dei primi risarcimenti: 35 milioni di dollari, sui 43 sbloccati da Korman, dovrebbero servire per indennizzare quei rifugiati respinti alla frontiera svizzera oppure maltratti una volta accolti. Il rimanente finirà ad ex lavoratori forzati e a persone spoliate dei loro beni.
swissinfo e agenzie
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