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Fondi neri dalla Russia: cinque miliardi di dollari approdati in Ticino

La sede centrale della Bank of New York, verso la quale sarebbero confluiti milioni di dollari della corruzione russa Keystone

Cinque miliardi di dollari sono giunti da Mosca in Ticino, dove sono stati smistati in varie direzioni. Lo rivela il giudice istruttore ginevrino Laurent Kasper- Ansermet che indaga sul presunto riciclaggio di denaro sporco russo alla Bank of New York.

Da parte russa però «solo silenzi», afferma il magistrato in un’intervista pubblicata mercoledì dal «Corriere della Sera».

Ansermet spiega a che punto sono le indagini e denuncia la mancanza di collaborazione da parte degli Stati Uniti e dei magistrati russi. «Le cose – afferma – stanno così: ad oggi ho congelato 22 posizioni bancarie in Svizzera per un totale valore complessivo di 30 milioni di franchi. Su questi conti è transitato denaro da e per la Bank of New York».

Per sostenere davanti a un tribunale l’accusa di riciclaggio ci vogliono prove documentali, ma ogni tentativo di ottenere informazioni sembra cadere nel nulla. Ansermet insiste e invia una richiesta dopo l’altra: alle autorità americane, a quelle elvetiche e ai magistrati russi. «Ho consegnato la mia rogatoria a Mosca nelle mani del braccio destro del nuovo procuratore russo Vladimir Ustinov. Almeno così non potrà dire di non aver ricevuto richieste».

Il giudice ginevrino vorrebbe poter interrogare funzionari della banca centrale russa ed ex impiegati delle banche Dkb, Sobibank e Flamingo Bank, che hanno trasferito il denaro fuori dalla Russia verso New York. Ma nell’ultimo incontro con i magistrati russi si è visto addirittura rispondere che «non ci risulta nessun caso criminale sulla Bank of New York».

Ora a Mosca le carte sono state rimescolate: il presidente Boris Ieltsin si è ritirato e Vladimir Putin ha preso il suo posto. Cambierà qualcosa per le indagini? « Non so – afferma Ansermet – quali siano in questo momento gli equilibri politici a Mosca. Vedo però che Putin è in giro per l’Europa cercando di ristabilire la fiducia dei mercati verso la sua cosiddetta nuova Russia». Per ottenerla – prosegue – «l’unico modo è cooperare in maniera trasparente perché si venga a capo di chi a Mosca ha manovrato l’operazione».

Il giudice ginevrino non intende sbilanciarsi troppo sulla vicenda: «Le mie idee me le tengo per me». Può però indicare quanto riscontrato oggettivamente: «Ad un certo punto, da Mosca prendono il volo cinque miliardi di dollari. La somma arriva in Ticino e qui viene smembrata. Un miliardo e 400 milioni di dollari finisce alla Bank of New York. Ora, ho il fondato sospetto che questo denaro provenga dal Fondo Monetario Internazionale».

Questo è uno dei capi della rogatoria consegnata alla procura di Mosca: « Che poi mi rispondano – conclude – è un altro discorso».

swissinfo e agenzie

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