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G8: tutti liberi gli svizzeri arrestati

Keystone

Sono stati liberati mercoledì gli ultimi quattro cittadini svizzeri finiti in manette in seguito agli scontri avvenuti a margine del vertice del G8 a Genova: uno era detenuto all'ospedale e tre si trovavano in carcere ad Alessandria.

La conferma è giunta dal portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Livio Zanolari.

Il numero degli svizzeri arrestati dalle forze italiane nell’ambito delle manifestazioni anti G8 è stato modificato spesso: all’inizio si è parlato di sette arresti, poi di otto ed infine di nove. La difficoltà ad avere informazioni esatte è dovuta all’eccezionalità dell’avvenimento, all’elevato numero degli stranieri arrestati, alle difficoltà incontrate dagli inquirenti nella loro identificazione (una delle svizzere arrestate è stata considerata fino a martedì come cittadina tedesca) ed alla mancanza di informazioni da parte delle forze dell’ordine italiane.

In carcere gli svizzeri arrestati sono stati visitati dai funzionari del consolato svizzero di Genova, come ha confermato la console Brigitta Schoch: “Dei nove arrestati ne abbiamo potuto visitare otto perché una persona è stata rilasciata prima che noi potessimo visitarla. Eccezionalmente abbiamo ottenuto dalle autorità giudiziarie italiane il permesso di vederli prima che incontrassero il giudice di istruzione. Cinque dei nove arrestati sono finora già stati rilasciati”. Per nessuno di loro ci saranno delle conseguenze giudiziarie.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Paolo Cognini del coordinamento del servizio legale del Genoa Social Forum (GSF), i fermati sono stati picchiati dalle forze dell’ordine italiane anche dopo l’arresto sui cellulari, nelle caserme ed in questura. Il legale del GSF ha reso noto che dalle testimonianze emerse nelle udienze di convalida degli arresti è stato appurato che poliziotti e carabinieri hanno fatto oggetto gli arrestati di “pestaggi, violenze ed insulti”.

Pestaggi e violenze che, secondo quanto ci ha dichiarato il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri Livio Zanolari, non sono avvenuti nei confronti degli svizzeri arrestati. “Il giovane connazionale in ospedale è rimasto ferito nel corso delle manifestazioni – ha precisato Zanolari – e non dalle forze dell’ordine”.

Per manifestare contro la globalizzazione ed i G8 a Genova la scorsa fine settimana si erano ritrovato anche molti cittadini svizzeri. Quasi tutti sono rientrati in patria terminate le proteste, qualcuno magari con l’inconsueto souvenir di una tumefazione o di una ferita a ricordo delle cariche della polizia o degli oggetti lanciati da altri manifestanti.

Instancabile il lavoro del consolato svizzero a Genova durante i giorni della protesta. La console Brigitta Schoch ha reso noto che gli uffici consolari di Piazza Brignole sono rimasti ininterrottamente a disposizione del pubblico da giovedì scorso. “Una situazione molto difficile, pesante -ha aggiunto la console svizzera a Genova- che non ho mai visto prima. “

Numerosi i connazionali che hanno fatto capo ai servizi consolari in questa occasione. Il consolato di Genova ha adottato per l’occasione “una politica di apertura, per essere vicini ed utili in caso di necessità. Martedì sera, ad esempio, abbiamo lavorato fino a dopo la mezzanotte”, ha concluso la console Brigitta Schoch.

A Genova mercoledì si è svolto il funerali di Carlo Giuliani, il giovane di 23 anni ucciso venerdì scorso durante gli scontri anti G8. Una folla di un migliaio di persone ha partecipato alla cerimonia civile al cimnitero di Staglieno. Alcuni amici di Carlo hanno ricordato la figura dello scomparso. Anche il padre del giovane, il sindacalista romano Giuliano Giuliani, è salito sul palco degli oratori, accanto al quale era disposta la bara avvolta in una bandiera della Roma, la squadra di calcio della quale Carlo Giuliani era tifoso.

Sergio Regazzoni

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