Giunta a Ginevra la seconda Marcia europea in favore del Tibet
Partiti da Nizza, i partecipanti hanno simbolicamente percorso 700 chilometri, dalla Costa Azzurra a Ginevra, in 49 giorni: un giorno di marcia per ogni anno di occupazione cinese.
Venerdì e sabato sono inoltre in programma diverse manifestazioni davanti alla sede dell’Onu a Ginevra. In particolare, i marciatori entrati in territorio elvetico da Annemasse, dopo aver attraversato la città, si sono recati al Palazzo delle Nazioni dove hanno consegnato una petizione che chiede «la fine del genocidio» e il riconoscimento del Dalai Lama rappresentante legittimo del popolo tibetano. Il testo è corredato da tremila firme raccolte nei 49 giorni di marcia.
Il Comitato di sostegno al popolo tibetano esorta pure la comunità internazionale a riconoscere al Tibet lo statuto di paese colonizzato. Fra le altre rivendicazioni, figurano l’apertura di negoziati con la Cina e la liberazione del Panchen Lama, nonché di altri prigionieri politici.
Sei tibetani hanno accompagnato durante tutto il tragitto i marciatori provenienti da Francia, Olanda, Germania, Gran Bretagna e Polonia. Secondo il coordinatore Mathieu Vernerey, «questa marcia prefigura un prossimo ritorno dei tibetani in esilio nel loro paese, attraverso la catena dell’Himalaya».
swissinfo e agenzie
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