Gli oppositori al WEF di nuovo in strada
Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, sabato pomeriggio gli altermondialisti hanno di nuovo ribadito pacificamente la loro opposizione al Forum di Davos.
Un centinaio di persone si è riunito nella località grigionese, mentre a Basilea si sono registrati circa 500 manifestanti.
La voce di chi vede il Forum economico mondiale (WEF) di Davos come un salotto dove i grandi dell’economia si incontrano per decidere le sorti del mondo, si è fatta di nuovo sentire.
Nella località grigionese, un centinaio di persone della regione, in gran parte giovani, ha dato vita ad un corteo carnevalesco di protesta.
I manifestanti del gruppo altermondialista Dadavos si sono travestiti per l’occasione da adoratori del dio dollaro e da uomini d’affari.
Un altro gruppo di una trentina di persone, presentatosi con il nome di United Radical Economic Alliance, si è invece trasformato in una finta delegazione accompagnata dal proprio servizio di sicurezza.
Il comandante della polizia grigionese Markus Reinhardt si è detto soddisfatto di come sono andate le cose.
Un corteo pacifico
La dimostrazione, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Davos Hans Peter Michel (che negli ultimi hanno ha agito da mediatore tra manifestanti e autorità), si è svolta pacificamente all’esterno del perimetro di sicurezza che circonda il centro dei congressi.
Situazione distesa anche a Fideris (Grigioni), dove la polizia ha istituito un punto di controllo per coloro che desideravano partecipare alla manifestazione: solo alcune decine di persone hanno infatti preso il treno a destinazione di Davos.
Centinaia di manifestanti a Basilea
Clima un po’ più teso invece a Basilea, dove circa 400-500 persone si sono riunite nel pomeriggio sulla Barfüsserplatz, a metà strada tra la stazione e il municipio, per una manifestazione non autorizzata.
Oltre ad aver bloccato alla stazione una cinquantina di persone appartenenti al “nocciolo duro”, la polizia – che mai era intervenuta con un tale spiegamento di forze nella città renana – ha impedito agli altri dimostranti di lasciare la piazza. Non si sono segnalati però scontri violenti e i manifestanti si sono dispersi rapidamente.
“L’azione è stata controllata da alcune centinaia di poliziotti, giunti nella città sul Reno anche da altri cantoni”, ha riferito un portavoce della polizia. Sul posto si trovavano anche numerosi furgoni cellulari.
Niente corteo nella città vecchia
Un tentativo dei manifestanti di dirigersi verso una strada adiacente della città vecchia è stato impedito dalle forze dell’ordine, che ha dovuto fare uso degli idranti.
La polizia ha fatto sapere che avrebbe impedito qualsiasi tentativo di passaggio verso il centro cittadino, sebbene avrebbe tollerato un corteo diretto verso la stazione su un itinerario preciso.
Oltre ad aver proceduto a controlli di identità individuali, la polizia ha effettuato una novantina di fermi.
swissinfo e agenzie
Prima dell’inizio del WEF, numerose azioni di protesta erano state intraprese in varie città svizzere.
Sabato 15 gennaio, alcune centinaia di persone erano scese in piazza a Coira (canton Grigioni), Winterthur (Zurigo) e a Delémont (Giura).
Una settimana più tardi, circa 400 manifestanti si erano riuniti a Berna per un corteo non autorizzato.
Altre 500 persone avevano preso parte ad una sfilata con carri musicali, autorizzata in quanto lontana dal centro città della capitale.
Altre piccole azioni pacifiche di protesta si sono tenute anche a Davos e a San Gallo.
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