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Guatemala: ripreso il processo contro Hänggi e Giovanoli

Silvio Giovanoli (a sinistra) e Nicolas Hänggi continuano a proclamare la loro innocenza Keystone

È ripreso lunedì a Puerto Barrios il processo nei confronti di Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, i due svizzeri che secondo gli inquirenti guatemaltechi sono al centro di una vicenda internazionale di narcotraffico.

Martedì scorso il dibattimento era stato sospeso per l’assenza di José Luis Zebadua, ex capo della polizia di Antigua, città dove vivevano gli Hänggi. L’uomo era ricoverato in un ospedale di Città del Guatemala e il tribunale ha inviato un medico legale per accertarne lo stato di salute e farlo trasferire nel dipartimento di Izabal. Oggi Zebadua ha fatto la sua comparsa davanti alla Corte assieme a Hänggi e Giovanoli.

Le altre due persone sospettate di aver preso parte al traffico di droga – il padre di Nicolas, Andreas Hänggi ed il tedesco Joachim Schilling – saranno giudicate in contumacia perché latitanti. I due avevano lasciato il paese, dopo che il 12 febbraio 1999 la Corte d’appello di Zacapa li aveva prosciolti, annullando la condanna a 12 anni di reclusione inflitta loro il 25 settembre 1998 dal tribunale di Puerto Barrios nel primo processo. Nei loro confronti sono stati spiccati mandati di cattura.

I dibattimenti dovrebbero durare tre giorni, ha detto l’ambasciatore svizzero in Guatemala, Christian Hauswirth, a cui se ne aggiungeranno almeno altri dieci prima che la sentenza venga pronunciata.

Nicolas Hänggi e Giovanoli, condannati in prima istanza a 20 anni di reclusione, si erano visti ridurre la pena a rispettivamente 3 e 5 anni dal tribunale di appello. La sentenza era stata poi annullata dalla Corte Suprema. Tornato ad occuparsi del caso, il Tribunale di appello di Zacapa ha deciso di far ripetere completamente il processo, ravvisando vizi di forma.

I due Hänggi e Giovanoli erano stati arrestati nell’agosto 1997 dopo che in un container della ditta del grigionese, specializzata nell’esportazione di piante tropicali, erano stati trovati 13 chili di cocaina (poi divenuti, non si sa bene come, 14,8 chili). Il container era stato procurato da Andreas Hänggi su richiesta del figlio.

swissinfo e agenzie

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