I cantoni dovrebbero poter limitare il numero dei medici
Lo prevede la revisione dell'Ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal), messa in consultazione fino al 15 settembre dal Dipartimento federale dell'interno (DFI). Contrari alla misura i giovani medici, favorevoli invece le organizzazioni dei pazienti.
Questa misura, voluta dal parlamento, mira a un controllo più efficace dei costi della salute in ambito ambulatoriale. Dovrebbe pure permettere di evitare una crescita del numero di fornitori di prestazioni mediche, dopo l’entrata in vigore dell’accordo di libera circolazione delle persone: i trattati con l’Ue danno infatti la possibilità ai circa 2’300 medici europei, attivi negli ospedali svizzeri, di aprire uno studio privato.
Il provvedimento, previsto dall’ordinanza, è limitato ad un periodo di tre anni. I cantoni avranno la facoltà di decidere della limitazione sulla base della densità di prestazioni offerte sul loro territorio, ma dovranno considerare anche l’offerta nelle regioni limitrofe. Oggetto dell’OAMal sono i fornitori di prestazioni (medici, farmacisti, fisioterapisti) o categorie (medici con una determinata specializzazione).
La limitazione delle autorizzazioni ai fornitori di prestazioni è proposta a livello cantonale, perché non è stato possibile trovare criteri soddisfacenti a livello nazionale, ha precisato il DFI, secondo il quale i cantoni disporranno di un mezzo ulteriore per ottimizzare l’impiego delle risorse, conservando la qualità delle cure.
In via eccezionale, sarà sempre possibile, una volta decisa la limitazione, ammettere nuovi medici, qualora una determinata prestazione non potesse più essere assicurata o per rimpiazzare degli operatori.
La revisione parziale della Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal) ha richiesto altre modifiche di ordinanze. Da un lato l’obbligo assicurativo viene soppresso per gli assicurati soggetti per più di 60 giorni consecutivi all’assicurazione militare.
Dall’altro, il Consiglio federale prevede di estendere il diritto alla riduzione dei premi anche ad assicurati che, pur non risiedendo in Svizzera, vi si trattengono per diverso tempo (p. es. residenti temporanei o annuali).
Tra le prime reazioni alla nuova ordinanza, quella dell’Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC), che critica pesantemente la modifica: «la proposta va esclusivamente contro i giovani medici e costituisce di fatto un divieto di lavoro», ha detto Marcus Battaglia, copresidente dell’ASMAC.
L’Organizzazione svizzera dei pazienti, invece, approva. Per la portavoce Margrit Kessler «in definitiva, la misura è limitata nel tempo ed è necessario fare qualcosa».
swissinfo e agenzie
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