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Il Belgio sostiene l’adesione della Svizzera allo spazio di Schengen

Il Belgio, presidente di turno dei Quindici per il secondo semestre dell'anno, favorevole all'adesione della Svizzera agli accordi di Schengen in materia di sicurezza interna Keystone Archive

In qualità di presidente di turno dell'Unione europea (Ue) fino alla fine dell'anno, il Belgio si impegna a far avanzare la domanda della Svizzera di adesione agli accordi di Schengen. Bruxelles rafforzerà inoltre la collaborazione giudiziaria con Berna e cercherà di associarla a Eurojust, la rete europea di magistrati e procuratori nazionali incaricata di coordinare e facilitare le indagini transazionali.

Queste promesse sono il risultato della visita effettuata giovedì a Bruxelles dalla consigliera federale Ruth Metzler. La ministra elvetica di giustizia e polizia ha incontrato i suoi omologhi belgi Marc Verwilghen e Antoine Duquesne. In una conferenza stampa al termine dei colloqui, Verwilghen ha spiegato che il Belgio auspica che il desiderio di Berna di far parte dello Spazio di Schengen (sicurezza interna) sia esaudito.

Il ministro della giustizia belga ha affermato che farà «tutto il possibile per spianare la via giuridica alla Svizzera» in questo campo. Verwilghen conta su una menzione nella dichiarazione del vertice dei Quindici in agenda il 14 dicembre a Laeken, che segnerà l’avvio di un nuovo round di riforme istituzionali in vista dell’allargamento dell’Ue. Attualmente, la Commissione europea sta preparando un mandato di negoziati da presentare «al momento opportuno», ha aggiunto

Bruxelles e Berna esamineranno inoltre le possibilità di cooperazione della Svizzera al sistema Eurojust. Considerata come una procura europea, questa unità di magistrati ha il compito di lottare contro il crimine organizzato.

A livello bilaterale, Belgio e Svizzera prevedono scambi sulle esperienze relative alla creazione del tribunale penale federale, alla quale stanno lavorando entrambi.

Ruth Metzler si è detta «molto contenta» della volontà collaborazione espressa dai due ministri belgi, in particolare per quanto riguarda gli accordi di Schengen. La consigliera federale ha pure discusso con Antoine Duquesne del problema delle violenze antiglobalizzazione e gli ha esposto le lezioni, tratte in Svizzera, dagli incidenti di Davos e Zurigo.

La ministra elvetica ha infine parlato con i colleghi belgi della Conferenza internazionale sulla migrazione, che si terrà in dicembre a Ginevra. I rappresentanti di 140 Stati sono invitati a discutere della protezione dei rifugiati e della lotta contro gli abusi in questo settore.


swissinfo e agenzie

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