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Il delirio di Milosevic si conclude davanti ai giudici dell’Aja

Milosevic, l'artefice della terribile purificazione etnica nei Balcani Keystone Archive

"Gli interessi della Serbia sono in pericolo, Milosevic va consegnato al Tribunale penale internazionale". È finita giovedì con questa sentenza del governo di Belgrado l'avventura dell'uomo che ha liberato l'odio razziale nei Balcani. Braccato dalla procuratrice del Tpi Carla del Ponte e dalla comunità internazionale, Milosevic è accusato di crimini contro l'umanità.

In un’intervista alla Televisione svizzera, Carla del Ponte ha confermato l’avvenuta consegna di Milosevic e si è detta soddisfatta della decisione presa da Belgrado. La prima apparizione in aula dell’ex dittatore, trasferito durante la notte all’Aja, avverrà già fra due o tre giorni, ha precisato la procuratrice del Tribunale penale internazionale.

Dieci anni dopo avere scatenato l’inferno nei Balcani, Slobodan Milosevic è dunque stato consegnato dalle autorità del suo proprio Stato alla giustizia internazionale per rispondere delle terribili accuse che gravano su di lui. Le ultime manovre dell’Alta corte di Belgrado per ritardare l’estradizione non sono riuscite.

L’estradizione di Milosevic era diventata una questione vitale per la credibilità del Tribunale penale internazionale. La stessa procuratrice generale ne aveva fatto ben più di una necessità giudiziaria, indicando nella consegna dell’ex dittatore un segno indispensabile per la sopravvivenza della corte dell’Aja, istituita nel 1993.

Sei mesi fa, Carla del Ponte aveva detto di volere chiudere le inchieste relative ai criminali di guerra dell’ex Jugoslavia entro il 2004. L’arresto di Milosevic, lo scorso primo aprile, aveva permesso di spianare notevolmente la strada. Carla del Ponte mira anche a farsi consegnare altre due figure di primo piano degli orrori commessi nei Balcani: i famigerati capibanda Radovan Karadzic e Ratko Mladic, ex responsabili della Repubblica serba di Bosnia.

Carla del Ponte ha detto nell’intervista raccolta dalla Televisione svizzera di sperare che anche gli altri protagonisti dei crimini commessi contro l’umanità ancora a piede libero nei Balcani vengano rapidamente consegnati alla giustizia. “Spero che la consegna di Milosevic, ha precisato, sblocchi anche le procedure contro gli altri 38 ricercati nella regione.”

La comunità internazionale, in particolare gli Stati uniti, avevano posto un ultimatum alle autorità jugoslave. Milosevic doveva essere consegnato al Tpi prima del 29 giugno, data prevista per l’organizzazione a Bruxelles di una conferenza internazionale dei donatori. Il primo ministro della Serbia Zoran Djindjic ha deciso di non tergiversare più, di scavalcare l’Alta corte e anche il presidente Vojislav Kostunica.

Mariano Masserini

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