In Svizzera gli “amici di Carlos” escono dalle indagini
Il Ministero pubblico della Confederazione ha infatti annunciato che "gli elementi acquisiti durante la procedura d'indagine non permettono di promuovere un atto d'accusa".
Le indagini di polizia erano in relazione a diversi attentati con esplosivi azionati a distanza. Per il Ministero pubblico della Confederazione finora non è accertato chi abbia partecipato agli attentati, che si sospetta fossero diretti da Ilic Ramirez Sanchez, alias Carlos.
Non è neppure stato possibile accertare “se tra gli attentatori vi fossero persone dimoranti in Svizzera”. Nel mirino degli inquirenti federali erano finiti diversi cittadini elvetici e uno straniero residente in Svizzera, sospettati di aver fornito una base logistica all’organizzazione di Carlos (fabbricazione di passaporti falsi, contatti con esponenti di organizzazioni estremiste estere, ricerca e trasmissione di informazioni, ecc.).
Nel settembre 1994, l’allora procuratrice federale Carla Del Ponte aveva fatto arrestare due ticinesi e due ginevrini, sospettati di essere stati in stretti rapporti con Carlos. L’ipotesi di reato: “ripetuto assassinio e tentato assassinio”. Uno dopo l’altro i due uomini e le due donne erano tuttavia stati rilasciati nei mesi successivi, poiché la procuratrice non era riuscita a trovare prove per una incriminazione formale.
swissinfo e agenzie
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