In Ticino una legge sulla prostituzione
Il Gran Consiglio ha approvato lunedì la nuova legge sull'esercizio della prostituzione. Obiettivo della legge è non solo di arginare un fenomeno che nel Cantone negli ultimi anni ha raggiunto livelli allarmanti, ma anche prevenire lo sfruttamento e i reati che gravitano attorno a questa attività.
I punti qualificanti della nuova legge sono: l’obbligo della notifica alla polizia cantonale per chi esercita la prostituzione; la possibilità per i comuni di stabilire luoghi dove la prostituzione è vietata; il ripristino del controllo sugli affitta camere; la possibilità di colpire, nel caso di sanzioni per infrazioni della legge, direttamente il proprietario dell’immobile e non solo il gestore dell’esercizio pubblico.
Il progetto di legge presentato nell’ottobre dello scorso anno dal governo è stato reso ancora più incisivo dalle proposte emerse durante l’esame della Commissione della Legislazione. I Commissari, difatti, hanno voluto sottolineare maggiormente l’impegno contro gli sfruttatori o quanti promuovono la prostituzione e introducendo norme per la protezione delle lucciole, le quali se vogliono uscire dal giro avranno la possibilità di rivolgersi gratuitamente ad associazioni riconosciute dallo Stato. Previste anche campagne di prevenzione sanitaria per tutelare le prostitute e la salute pubblica.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni nel corso del dibattito parlamentare ha rilevato che questa legge è il primo passo in direzione di una regolamentazione più compiuta. ” Vogliamo riportare – ha ribadito – la prostituzione ad una libera scelta del persone e non farne un business del sesso con tutto lo sfruttamento che ciò comporta. Questa legge non crea condizioni legali per aprire bordelli”.
Il testo legislativo originario è stato pure integrato con un articolo per prevenire e reprimere tute quelle azioni moleste che turbano l’ordine pubblico imputabili alle stesse prostitute, ai loro clienti o ai gestori e proprietari dei locali. La Commissione ha, invece, bocciato la proposta popolare democratica di punire con una multa di 1.500 franchi il cliente della prostituta che non è annunciata alla polizia cantonale.
La discussione in Gran Consiglio lunga e articolata si è incentrata sui punti più controversi come l’obbligo di notifica per le prostitute che, secondo la stragrande maggioranza dei deputati, non si annunceranno alla polizia, poiché essendo straniere, spesso clandestine, si esporrebbero automaticamente all’espulsione. Comunque questo obbligo resta. I parlamentari hanno approvato pure un emendamento che tutela meglio la salute delle donne offrendo loro una consulenza medica gratuita a carico dello stato.
Secondo le ultime stime della polizia cantonale, nel 2000 in Ticino hanno esercitato la prostituzione circa 750 donne, provenienti per la maggior parte dai paesi dell’Est europeo e dall’America latina. Sempre l’anno scorso ci sono state 13 operazioni delle forze dell’ordine che hanno portato alla chiusura di altrettanti locali, all’espulsione di 201 donne e all’arresto di 94 persone, fra le quali 21 gestori, 9 loro collaboratori e 64 prostitute. Contro il dilagare del fenomeno prostituzione negli ultimi mesi, soprattutto nel Luganese, si è mobilitata la popolazione con azioni di protesta e raccolte di firme per impedire l’attività dei locali a luci rosse.
Elisabetta Pisa
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