La delinquenza minorile preoccupa la Romandia
I giovani commettono sempre più reati. E i cantoni devono correre ai ripari, stanziando fondi per meglio gestire il disagio tra i minorenni e prevenire la criminalità. Ma a Ginevra preoccupa anche la povertà tra i giovani.
La delinquenza minorile preoccupa i cantoni romandi. L’allarme è stato lanciato dalle autorità neocastellane, che parlano di «drammatico» aumento. Per invertire questa tendenza, gli esperti hanno formulato una serie di provvedimenti preventivi.
Un numero sempre maggiore di giovani si rende colpevole di gravi reati. Nel canton Neuchâtel ad esempio «nel 1995 è stata compiuta da giovani un’aggressione a scopo di rapina, nel 1999 erano venti», rileva il capo della polizia di sicurezza Olivier Gueniat. In una rapina a mano armata perpetrata da giovani l’anno scorso è stato ucciso il proprietario di una gioielleria. Il caso ha scosso il cantone.
Le autorità neocastellane hanno rimboccato le maniche: un pacchetto di misure con 18 proposte – di cui dieci di natura preventiva – elaborate in collaborazione con consulenti per la gioventù è ora nelle mani del governo cantonale. «Nei prossimi anni vogliamo dimezzare la delinquenza giovanile», spiega Gueniat. Per gli interventi urgenti, il governo ha parlato di un budget di 400mila franchi. Fra le varie azioni, dovrebbe esserci una campagna pubblicitaria rivolta a ragazzi e genitori.
Anche a Ginevra si sta lavorando sodo nel campo della prevenzione. Dal 1. aprile è stato creato un posto di «Mister Gioventù»: Claudio Deuel lavora come consulente giovanile a nome della città. «Voglio sapere quali sono i bisogni dei giovani per poter rispondere alle loro necessità assieme ai politici». Deuel mette in guardia dagli scenari troppo negativi. «La violenza cresce in generale, anche fra gli adulti. A mio avviso, quella giovanile non ha raggiunto livelli drammatici». Secondo Claudio Deuel, è molto più preoccupante l’aumento della povertà fra i giovani. «E ciò può evidentemente condurre alla criminalità».
Pure nel canton Friburgo le autorità hanno preso il toro per le corna, dopo che uno studio ha rivelato le dimensioni del problema. L’80
egli insegnanti, educatori, operatori sociali, esercenti e conducenti di autobus intervistati hanno affermato di essere sempre più confrontati con la violenza giovanile. Il cantone ha organizzato una serie di «sedute sociali», alle quali hanno partecipato 300 persone, per discutere la problematica e trovarvi rimedi. Finora tuttavia non sono state prese decisioni concrete.
swissinfo e agenzie
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