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La lezione di Zugo

L'esperienza drammatica di Zugo ha lasciato segni profondi. Adesso le autorità cercano le misure che possano evitare il ripetersi di simili drammi Keystone

In diversi cantoni si elaborano misure per individuare personaggi potenzialmente pericolosi. Accorgimenti per prevenire un'altra reazione dissennata.

Per prevenire tragici episodi come la strage di Zugo dello scorso 27 settembre, Cantoni e Confederazione si sono mobilitati con una serie di misure di sicurezza. A Lucerna è stata approntata una lista di 87 possibili cittadini scontenti della pubblica amministrazione, mentre si discute se istituire uffici di mediazione e si mantengono severi i controlli.

Rolf Koch, portavoce della polizia cantonale lucernese, ha confermato una notizia della «Neue Luzerner Zeitung»: è pronta una lista di persone considerate potenzialmente rischiose. Gli stessi interessati non ne sono a conoscenza e non dovrebbero esserci per loro conseguenze dirette. Per il momento la polizia, coadiuvata da uno specialista, si limita a valutarne la pericolosità.

«E’ soltanto un’azione preventiva – ha aggiunto Koch – per poter intervenire in maniera ottimale in caso di necessità». Un gruppo di lavoro sta intanto valutando come migliorare le misure di sicurezza e a livello politico si discute se istituire un ufficio di mediazione.

Anche nel canton Svitto esiste un elenco approssimativo di individui «pericolosi». Recentemente si è verificato il caso di un’assistente sociale che ha richiesto l’intervento della polizia per un colloquio con un cittadino. Due agenti in abiti civili hanno assistito all’udienza, cosa che prima della strage di Zugo sarebbe stata impensabile, secondo il consigliere di Stato Alois Christen.

Valutazione delle misure

La schedatura di persone potenzialmente pericolose è un’operazione delicata per la protezione dei dati. Markus Siegenthaler, presidente dell’associazione intercantonale della protezione dei dati, chiede che si faccia prova di sensibilità e di senso della misura.

Nei cantoni di Berna e Grigioni speciali gruppi di lavoro stanno elaborando misure di protezione per le autorità politiche e amministrative. A Coira il rapporto è atteso per la primavera, dopodiché l’esecutivo deciderà eventuali misure, con l’intenzione tuttavia – precisa la Cancelleria dello Stato – di lasciare il più possibile libero l’accesso dei cittadini agli enti pubblici.

In numerosi Cantoni sono stati rafforzati i controlli all’entrata dei Parlamenti – durante le sessioni – e dell’amministrazione: agenti in uniforme procedono a controlli dell’identità e non di rado anche a perquisizioni. Severi sono stati resi gli accessi alle tribune del pubblico e dei giornalisti.

Identica situazione a Palazzo federale. Ma il governo pensa ad ulteriori misure: se lo scorso agosto rifiutava l’idea di istituire un ufficio di mediazione, dopo la strage di Zugo ha mutato opinione. Un ufficio del genere – ammette il Consiglio federale – potrebbe agevolare i contatti tra i cittadini e l’amministrazione.

Un ufficio di mediazione non soltanto contribuirebbe a evitare procedure e costosi ricorsi, ma anche riconoscere «tempestivamente i casi particolarmente delicati e diminuire così il rischio di provocare drammi».

swissinfo e agenzie

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