La Svizzera congela i beni dei regimi di Afghanistan e Myanmar
Il Consiglio federale ha deciso di allinearsi alle sanzioni adottate a livello internazionale contro il regime militare dell'ex-Birmania e quello teocratico dei Talebani in Afghanistan.
Contro Kabul è stato decretato il congelamento dei beni, nonché l’embargo aereo. Per quanto riguarda Myanmar (l’ex-Birmania), oltre al congelamento dei beni, verrà allargato l’embargo sulla fornitura di armi.
Contro il regime militare di Myanmar, precisa una nota del governo, erano già state adottate sanzioni nel 1996, sull’onda di quanto deciso dall’Unione europea in risposta ai brogli elettorali del 1990 e alla repressione dell’opposizione democratica.
All’epoca, vennero espulsi tutti gi addetti militari accreditati presso le ambasciate birmane all’estero, sospese le visite governative ad alto livello e decretato l’embargo sulle armi.
Nella sua decisione di lunedì, l’esecutivo conferma le sanzioni adottate allora e le rafforza. Nel mirino di Berna sono finiti i membri del regime, nonché i loro famigliari: i beni depositati in Svizzera, qualora ve ne fossero, verranno congelati. Bloccate pure le forniture di armi e altro materiale destinato alla repressione interna.
La mancata consegna del terrorista Osama Bin Laden – presunto ispiratore degli attentati alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania – da parte del regime di Kabul, ha spinto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a decretare, il 15 ottobre 1999, l’embargo finanziario contro l’Afghanistan.
Il 17 aprile di quest’anno, le sanzioni sono state inasprite: esse prevedono anche il congelamento dei beni appartenenti a personalità giuridiche e fisiche in contatto col regime. Queste misure saranno ora applicate anche dalla Svizzera.
I cieli elvetici saranno peraltro proibiti a tutti i velivoli direttamente o indirettamente collegati con i Talebani. Contro il regime vige già un embargo sulle forniture di armi, decretato nel 1996 da Onu e Ue.
swissinfo e agenzie
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