La Svizzera isolata su salute e sicurezza
La Svizzera è stata l'unico Paese a respingere la convenzione globale su salute e sicurezza dell'Organizzazione internazionale del lavoro.
Al termine della conferenza annuale conclusasi venerdì a Ginevra, il no elvetico ha sollevato un coro di condanne da parte degli ambienti sindacali.
Jean-Claude Prince, delegato dei lavoratori svizzeri all’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), è dell’avviso che la posizione della Svizzera sia stata «odiosa» e che abbia danneggiato l’immagine del paese in materia di lavoro.
Sui 178 membri dell’OIL, la Svizzera è stata l’unica ad opporsi alla convenzione che obbliga gli Stati firmatari ad ingaggiarsi per ridurre il rischio di incidenti o malattia in ambito professionale.
«Il governo non sta seriamente prendendo le sue responsabilità in merito alle norme internazionali sul posto di lavoro», indica a swissinfo Prince. «Gli altri Paesi vedono questo atteggiamento come uno schiaffo all’OIL da parte di uno dei membri più anziani dell’organizzazione».
Legislazione adeguata
Il Segretariato di Stato dell’economia (seco) respinge le critiche, dichiarando che la Svizzera ha esercitato il suo diritto democratico di non sostenere una convenzione che non apporta nulla di nuovo alla legislazione elvetica.
Molte delle misure contenute nel documento – sottolinea Jean-Jacques Elmiger degli affari internazionali del lavoro presso il seco – sono già previste da leggi sulla salute e la sicurezza.
«Esistono già 23 convenzioni e 27 raccomandazioni che coprono questi campi», aggiunge Elmiger.
In un rapporto supplementare presentato venerdì – in risposta ad una denuncia dell’Unione sindacale svizzera (USS) depositata presso l’OIL – il Consiglio federale ha inoltre ribadito che il diritto elvetico garantisce una protezione adeguata e sufficiente dei salariati e che stabilisce un giusto equilibrio tra sanzione e flessibilità del mercato del lavoro.
Convenzioni collettive
Durante l’annuale sessione dell’OIL, le scelte elvetiche sono state l’oggetto delle critiche dei sindacati anche per ciò che riguarda l’erosione delle convenzioni collettive di lavoro. Una commissione di esperti dell’OIL ha chiesto al governo elvetico un rapporto sulla situazione.
Stando ai dati forniti dall’USS, il 37% dei lavoratori nella Confederazione sottostà ad un contratto collettivo. La percentuale sale invece al 78% nei 15 Stati membri della «vecchia» Unione europea.
«Il governo dovrebbe introdurre meccanismi più efficaci per facilitare la stipulazione di tali accordi tra padronato e dipendenti», dichiara Jean-Claude Prince.
«Manterremo la pressione per evitare che la Svizzera non diventi un’isola dove i datori di lavoro possono comportarsi in modo scorretto», aggiunge il segretario generale dell’USS.
A questo proposito, Jean-Jacques Elmiger annota che un comitato tripartito federale creato nel 2000 si è già chinato sulle convenzioni collettive. In questo ambito, il governo ha però le mani legate. «La legislazione elvetica non prevede un intervento dello Stato nelle trattative lavorative tra le associazioni padronali e di lavoratori».
Lavoro minorile
Al termine del vertice di Ginevra, Elmiger ha accolto positivamente gli sforzi emersi in favore dello sradicamento delle peggiori forme di lavoro minorile entro i prossimi dieci anni.
Per la prima volta, osserva, il lavoro che coinvolge bambini è globalmente diminuito: dai 246 milioni di persone nel 2000 ai 218 milioni del 2004 (-11%).
«10 anni fa, nessuno voleva parlare di lavoro minorile ed il fenomeno era ignorato. Grazie alla perseveranza e alle attività dell’OIL, c’è però stato un cambio di mentalità e ora c’è una reale volontà politica di intervenire».
Da parte elvetica, sottolinea Elmiger, la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione collabora con l’organizzazione internazionale per affrontare il problema in Pakistan.
swissinfo, Adam Beaumont, Ginevra
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)
In Svizzera esistono circa 700 contratti collettivi di lavoro.
I contratti di lavoro sono delle convenzioni che coinvolgono delle organizzazioni padronali e dei sindacati o altri gruppi di rappresentanza dei lavoratori.
Secondo la legge federale, le relazioni bilaterali sui diritti ed i doveri in ambito professionale sono regolate dai partner sociali.
L’Unione sindacale svizzera rappresenta 16 diversi sindacati e conta circa 380’000 membri.
L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ritiene che i decessi dovuti al lavoro sono più di 2 milioni all’anno. 400’000 di questi casi sono legati agli effetti di sostanze pericolose.
Nel 2004, i casi in Svizzera sono stati 189 (89 dei quali dovuti a sostanze nocive).
Nel primo trimestre 2006, in Svizzera si sono registrati più di 64’000 incidenti sul lavoro.
Lo scorso anno gli incidenti sono leggermente aumentati ma il loro numero è comunque sceso del 6% rispetto al 2001.
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