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Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

nella nostra rassegna stampa emergono diverse critiche rivolte a istituzioni e prassi svizzere: il nuovo codice di condotta per la raccolta delle firme viene contestato per il suo carattere volontario; Guy Parmelin sostiene che l’eccessiva flessibilità del servizio civile penalizza l’esercito; e un articolo della RTS rileva che le autorità potrebbero non aver tutelato adeguatamente i genitori nei casi di latte artificiale contaminato, a causa dell’assenza di obblighi di segnalazione.

C’è però anche un tema che unisce: l’attaccamento degli svizzeri e delle svizzere all’Aromat — anche se il celebre condimento potrebbe non essere più prodotto nella Confederazione.

Buona lettura!

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La maggior parte delle raccolte firme avviene su base volontaria. Il problema si presenta soprattutto quando di mezzo ci sono società che agiscono a fini commerciali. Keystone / Jean-Christophe Bott

Nel tentativo di contrastare la raccolta fraudolenta di firme, la Cancelleria federale ha introdotto un nuovo codice di condotta volontario; una misura accolta con un certo scetticismo.

Nel 2024 le segnalazioni di firme potenzialmente falsificate sono diventate più frequenti e un’inchiesta dei giornali del gruppo Tamedia ha messo in luce l’ampiezza del fenomeno. Ieri la Cancelleria federale ha presentato un codice di condotta rivolto ai comitati promotori di iniziative e referendum, alle organizzazioni incaricate della raccolta firme, ai partiti politici e ai gruppi di interesse.

Sebbene il codice non includa misure come il divieto della raccolta a fini commerciali, stabilisce che le persone impiegate a tale scopo dovrebbero essere retribuite a ore anziché a cottimo, ossia per ogni firma raccolta.

Le voci critiche sostengono che il carattere volontario e non vincolante del codice lo renda una “tigre di carta”. Secondo i giornali del gruppo Tamedia, le organizzazioni sospettate di violazioni difficilmente rispetteranno un quadro non obbligatorio, anche qualora abbiano partecipato alla sua elaborazione.

Dallo scoppio dello scandalo sulle firme false, la Cancelleria federale afferma di aver riscontrato pochissimi nuovi casi. Tuttavia, per le iniziative popolari controllate di recente, la raccolta delle firme è stata effettuata in gran parte su base volontaria e senza compenso, precisa Der Bund. Per questo, prosegue l’articolo, il codice non rappresenta altro che un tentativo poco incisivo di affrontare un problema che il Parlamento non ha voluto risolvere.

La Cancelleria federale, dal canto suo, attribuisce la responsabilità agli attori coinvolti, sostenendo che, se i comitati applicheranno gli standard previsti, l’integrità della raccolta delle firme potrà migliorare.

agricoltore con mucche
L’agricoltura è uno dei settore che trae grandi benefici dal servizio civile. KEYSTONE/Alessandro Della Bella

Il servizio civile come alternativa al servizio militare obbligatorio è attualmente troppo attrattivo: è quanto sostiene il Governo svizzero, che ha lanciato la campagna in vista della votazione del 14 giugno, quando l’elettorato sarà chiamato a dire la sua su una modifica legislativa volta a ridurne il richiamo.

Nel 2025 si è registrato un numero record di 7’211 richieste di ammissione al servizio civile. Circa un terzo dei richiedenti aveva già completato una parte del servizio militare. Attualmente più di 60’000 persone sono soggette all’obbligo del servizio civile.

“Si potrebbe pensare che esista una libera scelta tra esercito e servizio civile. Non è un’alternativa”, ha dichiarato il ministro della difesa Guy Parmelin. Il servizio civile deve rimanere “l’eccezione alla regola”, ha sottolineato.

Introdotto nel 1996 come soluzione per l’obiezione di coscienza, il servizio civile potrebbe ora essere reso più restrittivo attraverso una serie di misure. L’obiettivo è di ridurre il numero di ammissioni annuali da oltre 7’000 a circa 4’000 misure. Ad esempio, la modifica della legge sul servizio civile inasprisce i requisiti per coloro che hanno già prestato una parte considerevole del loro servizio militare: per dimostrare che il loro conflitto di coscienza è insorto solo in un secondo tempo, dovranno essere disponibili a prestare almeno 150 giorni di servizio civile. Si tratta di una durata minima legittima, senza alcun carattere punitivo, ha rilevato Parmelin.

Se gli elettori svizzeri sosterranno o meno le modifiche proposte al servizio civile sarà deciso alle urne il 14 giugno.

latte in polvere
Tra dicembre e febbraio, il latte artificiale di diverse marche è stato richiamato a causa della contaminazione con la tossina cereulide. Keystone / Gian Ehrenzeller

Quando si parla di latte artificiale contaminato, la Svizzera è una “scatola nera”: la mancanza di obblighi di segnalazione fa sì che i neonati colpiti da latte contaminato possano passare inosservati.

In un articolo pubblicato ieri, la Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS ritorna sul problema del latte in polvere e punta il dito contro “la passività delle autorità elvetiche”. Tra dicembre e febbraio, il latte artificiale di diverse marche è stato richiamato a causa della contaminazione con la tossina cereulide, che può causare diarrea, vomito e, in casi gravi, complicazioni potenzialmente letali.

Sebbene Nestlé abbia emesso richiami in 16 Paesi europei, inizialmente ha dichiarato alle autorità elvetiche che i prodotti distribuiti in Svizzera non erano interessati. I primi richiami nella Confederazione sono avvenuti solo il 5 gennaio. Inoltre, le autorità non hanno condotto controlli propri sui prodotti, affidandosi alle informazioni fornite dall’azienda.

L’aspetto più preoccupante per i genitori è che la Svizzera non ha l’obbligo di segnalare le malattie legate al latte artificiale contaminato. Il pediatra che ha in cura un neonato affetto non è quindi tenuto a notificarlo alle autorità. Lo stesso vale per gli ospedali.

La RTS riferisce che un ospedale del Canton Giura ha trattato neonati con diarrea dopo aver consumato latte potenzialmente contaminato, ma non ha segnalato i casi.

L’Ufficio federale per la sicurezza alimentare e veterinaria (USAV) era a conoscenza di soli 34 casi a livello nazionale, 29 dei quali segnalati dagli stessi genitori. Solo tre casi provenivano da operatori sanitari e due da autorità cantonali.

Il 15 febbraio Michael Beer, vicedirettore dell’USAV (Ufficio federale per la sicurezza alimentare e veterinaria), ha promesso un’indagine. Ha dichiarato alla stampa che se le aziende avessero tardato a reagire o non avessero adempiuto ai loro obblighi di diligenza, sarebbero state soggette a multe e procedimenti penali.

Di conseguenza, le autorità potrebbero non sapere mai quanti bambini sono stati colpiti e potrebbe essere difficile stabilire la responsabilità dei produttori.

aromat
Aromat: c’è chi lo ama e chi lo detesta. Non vi sono vie di mezzo. Keystone / Anthony Anex

Nulla è controverso nella mia famiglia quanto l’Aromat. I membri della mia famiglia più stretta adorano questo condimento dorato, mentre i partner entrati nella famiglia Andrist con il matrimonio sono decisamente meno entusiasti. Una cosa, però, è certa: Aromat è un prodotto tipicamente svizzero – almeno per ora.

Unilever, che include Aromat nel proprio portafoglio, prevede di vendere la sua divisione alimentare. Tra i potenziali acquirenti figura l’azienda statunitense McCormick & Company.

Le possibili conseguenze sono state analizzate da 20 Minuten. Attualmente Aromat viene prodotto a Thayngen, nel canton Sciaffusa. Un cambio di proprietà potrebbe portare allo spostamento della produzione all’estero?

Nel breve termine, una delocalizzazione appare improbabile, poiché “cambiamenti rapidi comporterebbero rischi operativi, normativi e reputazionali significativi”, hanno spiegato gli esperti dell’Università di San Gallo Xena Welch Guerra e Tomi Laamanen.

Nel lungo periodo, tuttavia, una vendita a una società come McCormick potrebbe aumentare la pressione a consolidare i siti produttivi e le catene di approvvigionamento, con possibili ripercussioni anche sulla Svizzera.

Un’altra opzione sarebbe vendere Aromat come marchio autonomo a un’azienda svizzera. Gli esperti interpellati da 20 Minuten sottolineano però che questa soluzione sarebbe più complessa e quindi poco probabile.

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