La Svizzera nell’ONU “per solidarietà e interesse”
Per l'ex presidente del Comitato internazionale della Croce rossa Cornelio Sommaruga, la Svizzera non può più restare fuori dell'ONU.
Per Cornelio Sommaruga, presidente del CICR per dodici anni, la scelta che faranno gli svizzeri il 3 marzo, quando si voterà sull’adesione all’ONU, è una questione di solidarietà nei confronti del resto del mondo. Ma anche di interesse, poiché la Svizzera non può restare a margine della comunità internazionale, ha detto Sommaruga all’Agenzia telegrafica svizzera.
Secondo il ticinese l’adesione della Svizzera all’ONU non pone problemi per la neutralità. Da quando ha lasciato il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) alla fine del 1999, l’ex segretario di Stato ha partecipato a due commissioni dell’ONU: una ha elaborato il rapporto Brahimi sulla riforma delle operazioni di mantenimento della pace e l’altra il rapporto Sahnoun-Evans sulla sovranità degli Stati.
Le due commissioni hanno passato sotto la lente le attività dell’ONU nel sensibile campo dell’intervento militare. Cornelio Sommaruga ha quindi dovuto incontrare numerosi responsabili in diverse capitali.
Nel loro rapporto sulle forze di mantenimento della pace, Sommaruga e i suoi colleghi hanno chiaramente stabilito i limiti di un intervento dei caschi blu. Un’operazione di mantenimento della pace può avvenire solo se c’é un cessate il fuoco sul terreno e un accordo di pace. L’ONU non deve imporre una soluzione con la forza, non ne ha nemmeno i mezzi. Quando un tale intervento si rivela necessario, una forza militare regionale può essere spiegata.
In Afghanistan, le Nazioni Unite hanno corretto le carenze apparse negli anni ’90 in particolare in Bosnia e Ruanda: non hanno cercato di interporsi militarmente tra le fazioni, ma a Bonn hanno proposto una soluzione politica transitoria, associando tutti gli attori principali.
L’ONU deve ora continuare il suo lavoro per consolidare la pace in Afghanistan con uno sforzo di ricostruzione economica, un rafforzamento della sicurezza e la continuazione degli aiuti umanitari.
La lezione dell’11 settembre
«La risposta unicamente militare non è sufficiente. Bisogna fare in modo che i terroristi non abbiano i mezzi di agire, e quindi trovare delle soluzioni ai problemi più gravi: la povertà, il deterioramento ecologico, le epidemie e i traffici di armi», dice Cornelio Sommaruga.
«Questa deve essere la lezione dell’11 settembre: la comunità internazionale deve affrontare i problemi in modo più energico e coerente», aggiunge Sommaruga, che è pure presidente del Centro internazionale di sminamento umanitario a Ginevra e di «Initiatives et changement» a Caux, sopra Montreux.
«L’ONU si è rafforzata in questi ultimi anni sotto l’impulso di Kofi Annan», continua l’ex presidente del CICR. Il segretario generale ha lanciato un importante lavoro di riflessione sul funzionamento dell’organizzazione, sottolinea il ticinese. Anche se gli sforzi si urtano a limiti finanziari, Kofi Annan è riuscito a migliorare l’immagine dell’ONU. Il Premio Nobel per la Pace è giunto a coronare questo impegno, conclude Cornelio Sommaruga.
Esito molto incerto della votazione
Ricordiamo che il prossimo 3 marzo il popolo svizzero dovrà esprimersi sull’adesione all’ONU. Un’analoga proposta era stata bocciata a larga maggioranza nel 1986. Oggi, la maggior parte della classe politica e l’economia sono favorevoli all’adesione. Tra gli avversari più combattivi figurano il partito di destra dell’Unione democratica di centro e l’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente. Per essere accolta, la proposta di adesione dovrà ottenere la doppia maggioranza del popolo e dei cantoni. L’esito appare oggi molto incerto.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.