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La Svizzera tocca il polso al governo Bush bis

Jean-Daniel Gerber non aspetta grandi sorprese dalla politica futura della Casa bianca Keystone Archive

Dopo una visita a Washington, il segretario di Stato per l'economia svizzero si dice fiducioso sulla volontà USA di completare gli accordi sul libero scambio.

Per Jean-Daniel Gerber non ci saranno però cambiamenti di rilievo nella politica economica statunitense.

Jean-Daniel Gerber, primo rappresentante della diplomazia economica svizzera, ha incontrato a Washington numerosi rappresentanti dell’amministrazione Bush all’alba del nuovo mandato alla Casa bianca.

Oltre ai rappresentati politici ci sono poi stati dei contatti con ricercatori e gruppi d’interesse statunitensi.

swissinfo: Quale politica economica ci si può aspettare durante il secondo mandato dell’amministrazione Bush?

Jean-Daniel Gerber: Ho scelto di proposito questa fase di transizione per venire negli Stati uniti. La politica per i prossimi anni non è infatti ancora definita. Speriamo così di poter influenzare le direttive che stanno per essere formulate.

Tutti i miei interlocutori hanno comunque confermato che non dobbiamo aspettarci dei grandi cambiamenti nella politica economica. Ma il presidente ha almeno messo il completamento della tornata di dibattiti sul commercio mondiale fra le priorità per i prossimi tre-quattro anni. La sua intenzione è quella di portare tutti i risultati in una volta sola davanti al Congresso.

Inoltre gli americani intendono firmare una serie di accordi separati con alcuni di paesi.

swissinfo: La Svizzera farà parte di questi paesi?

J-D.G.: Non abbiamo discusso di un eventuale accordo di libero scambio fra i nostri due paesi. È ancora troppo presto, ma vogliamo sondare le possibilità di aprire delle trattative.

swissinfo: Le relazioni economiche fra l’Europa e gli Stati Uniti hanno vissuto alcune tensioni negli ultimi anni.

J-D.G.: Recentemente si è esagerato parlando di queste tensioni. Guardando al volume degli scambi fra l’Europa e gli USA, si nota che solo una minima parte ha sofferto.

E inoltre è normale che appaiano puntualmente dei problemi quando le relazioni sono tanto intense. I battibecchi sull’acciaio sono per me un incidente sfortunato che non dovrebbe ripetersi in futuro. Ma la maggior parte degli scambi avviene in maniera corretta e nel rispetto delle regole.

swissinfo: I dibattiti hanno toccato anche le misure di sicurezza introdotte in America negli ultimi anni. Più di un’azienda elvetica ha lamentato delle difficoltà che portano a degli svantaggi commerciali. Crede che gli americani abbiano recepito queste preoccupazioni?

J-D.G.: Sì, almeno fino ad un certo punto. Le pratiche amministrative per piccoli scambi sono state semplificate. Non è più necessaria una notifica anticipata, analogamente a quanto avviene per le persone. Ma le aziende sottostanno ancora a queste regole.

I critici hanno visto in queste misure delle forme di discriminazione delle aziende estere. Ma gli americani non hanno lasciato trasparire una volontà di apportare dei cambiamenti sostanziali nel prossimo futuro. Ci vorrà ancora più tempo per vedere dei cambiamenti su questo fronte.

swissinfo: Si è parlato anche della Guerra in Iraq?

J-D.G.: In effetti la Svizzera ha congelato una serie di conti iracheni. Ma abbiamo fatto notare che, oltre agli USA, solo la Svizzera e il Pakistan hanno bloccato i fondi delle persone ritenute coinvolte con il regime iracheno.

Vogliamo sapere cosa faranno gli altri paesi a questo riguardo. Devono esserci altri centri finanziari dove si possono trovare dei soldi iracheni di provenienza sospetta. Non vogliamo essere i soli ad applicare con scrupolo la risoluzione specifica delle Nazioni unite.

Gli americani sono soddisfatti della nostra reazione, ma noi abbiamo ribadito la necessità di poter garantire un processo equo e al di fuori della Svizzera per chiarire la provenienza dei soldi congelati. Dal nostro punto di vista, il disporre di un tribunale di ricorso indipendente a cui poter fare appello contro la decisione amministrativa è un diritto fondamentale.

Intervista swissinfo, Scott Capper
(Traduzione: Daniele Papacella)

Jean-Daniel Gerber è segretario di Stato all’economia dallo scorso aprile.

In precedenza è stato direttore dell’Ufficio federale dei rifugiati.

Il diplomatico dispone di un’ampia esperienza nell’amministrazione pubblica ed ha occupato dei ruoli dirigenziali in seno alla Banca mondiale.

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