The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Lotta aperta alle discriminazioni legali contro sieropositivi, malati e handicappati

La direttrice dell'Aiuto Aids Svizzero, Ruth Rutmann, e il responsabile del settore giuridico dell'organizzazione, Pierre Heusser, durante la presentazione della campagna Keystone

È lo scopo della campagna lanciata dall'Aiuto Aids Svizzero (AAS) per sensibilizzare contro le discriminazioni di cui sono fatti oggetto i sieropositivi ed altre persone malate o handicappate, in rapporto alla malattia, al lavoro e alle assicurazioni.

I sieropositivi in Svizzera sono circa 20’000. Molti di loro devono sottoporsi ad una pesante terapia che non dà, per il momento, la certezza di sconfiggere il virus Hiv e che non è esente da effetti secondari. Oltre a sopportare tutto questo, spesso i sieropositivi devono fare i conti con diverse forme di discriminazione, fin dal momento dell’assunzione di un impiego. Infatti, i questionari delle casse pensioni e quelli delle assicurazioni per il diritto alle indennità giornaliere in caso di malattia, contengono domande sullo stato sierologico.

In tal modo, il datore di lavoro viene a conoscenza dell’eventuale sieropositività dei suoi dipendenti e, in caso di discriminazione sul posto di lavoro o di licenziamento, è praticamente impossibile per le persone colpite provare il legame tra il provvedimento e la propria condizione di portatore di Hiv.

Queste persone, inoltre, non possono stipulare un’assicurazione per indennità giornaliere in caso di malattia, né un’assicurazione sulla vita; devono subire riserve dalle casse pensioni ed è loro quasi impossibile ottenere un credito bancario o accendere un’ipoteca.

Ora, L’AAS ha ricevuto dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) l’incarico di studiare una serie di misure per lottare contro le discriminazioni ai danni di persone sieropositive, malate o handicappate. A partire dal 1. marzo, un giurista allestirà un preciso catalogo di tali discriminazioni e in seguito verrà impostato un lavoro di lobbying presso assicurazioni ed autorità.

Insieme a queste misure, l’AAS ha presentato l’opuscolo informativo “Avere e far valere i propri diritti”, un prontuario di consigli tradotto in diverse lingue.

L’AAS è stato fondato nel 1985 da un gruppo di uomini omosessuali, colpiti dall’Aids nei primi anni dell’epidemia. Attualmente, l’AAS è un’associazione nazionale che coordina 21 sedi cantonali e regionali e 32 organizzazioni affiliate. I suoi obiettivi sono: impedire nuovi contagi; migliorare la qualità di vita delle persone con Hiv e Aids; promuovere la solidarietà nei confronti dei sieropositivi e delle loro famiglie.

I suoi compiti sono: realizzare, di propria iniziativa o su mandato dell’UFSP, progetti di prevenzione rivolti a gruppi sociali particolarmente esposti all’Hiv; svolgere funzione di coordinamento e collegamento tra diversi organismi; condurre campagne d’informazione.

A Zurigo, il segretariato dell’AAS occupa circa 25 persone. Dispone di finanziamenti che provengono dai sussidi dell’Ufficio federale della sanità pubblica e da donazioni private.

Silvano De Pietro

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR