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Medicamenti meno cari per combattere l’AIDS nei paesi in via di sviluppo

Con l’aiuto dell’amministrazione americana e di alcune ditte farmaceutiche, tra cui la svizzera Hoffmann-La Roche, le organizzazioni internazionali intendono ridurre drasticamente i prezzi delle terapie nei paesi poveri.

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il programma dell’ONU contro l’AIDS (UNAIDS), hanno accolto favorevolmente anche la proposta del presidente americano Bill Clinton, di facilitare l’accesso ai preparati contro l’AIDS nei paesi dell’Africa nera.

La decisione di Clinton, di allentare la protezione dei brevetti, contribuirà a ridurre il prezzo delle terapie contro l’AIDS nei paesi in via di sviluppo, anche se per il momento – a detta degli esperti dell’OMS – è ancora presto per valutarne la portata.

Tutto dipenderà dalla capacità delle industrie locali, di paesi come il Sudafrica, lo Zimbabwe, la Nigeria o il Kenya, di produrre medicamenti di buona qualità a prezzi competitivi.

Oltre a questi paesi africani, anche il Brasile, l’India e la Thailandia hanno già dimostrato di saper produrre medicamenti meno cari. Ma non c’è soltanto il problema dei prezzi: bisogna che nei paesi in via di sviluppo ci siano anche medici competenti a sufficienza e che le infrastrutture siano accessibili, affinché si possano somministrare i trattamenti necessari.

AL di là della proposta di Clinton, l’OMS e l’UNAIDS hanno preso contatto con alcune ditte farmaceutiche, tra le quali anche la svizzera Hoffmann-La Roche, per valutare le possibilità di accelerare e migliorare la distribuzione dei trattamenti e delle cure nei paesi in via di sviluppo.

Oltre l’80 percento di tutti i sieropositivi si trovano nei paesi dell’Africa nera, dove 43 milioni di persone sono rimaste infettate dall’apparizione del virus, una ventina di ani or sono. Attualmente, una terapia combinata costa circa 12 000 dollari all’anno – una cifra inabbordabile per i paesi in via di sviluppo.

Per questo, la collaborazione con le ditte farmaceutiche mira a una forte riduzione dei prezzi, ma non solo. Le società sono intenzionate ad aiutare i ministeri della sanità dei paesi interessati, inviando sul posto propri esperti, perché, secondo l’UNAIDS, oltre a ridurre i prezzi, bisogna che i medicamenti vengano somministrati nel modo giusto.

swissinfo e agenzie

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