Missioni di polizia all’estero per meglio combattere il crimine
La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS) appoggia gli impegni della Confederazione all'estero. Per questo vuol mettere a disposizione degli agenti. Lo ha reso noto giovedì il segretariato della conferenza dei comandanti di polizia.
La CCPCS rileva come la criminalità, «divenuta più internazionale, più mobile e più violenta», «rimette in questione l’organizzazione della polizia nel nostro Paese». Per questa ragione sono state lanciate riforme a livello di Confederazione e della CCPCS stessa. Ruth Metzler, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ha informato la CCPCS sui progetti in corso d’attuazione a Berna.
Il comunicato stampa, diffuso a Losanna dal segretariato della Conferenza, fa riferimento alla riunione della CCPCS tenutasi mercoledì e giovedì a Feusisberg, nel canton Svitto. Nel documento viene precisato che la messa a disposizione di un certo numero di agenti in missioni all’estero per meglio combattere la criminalitàinternazionale, è stato deciso dalla Conferenza, dopo una missione in Kosovo della sua commissione affari internazionali.
La CCPCS è pure stata «sensibilizzata» dalle relazioni presentate dai responsabili di Emergency Care Team di Swissair e dal Care Team delle FFS, sui problemi posti dall’accoglienza e dalla presa a carico di familiari delle vittime di catastrofi o di gravi incidenti.
swissinfo e agenzie
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