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Nuova legge sugli stranieri, il governo avvia un ampio dibattito sulla politica migratoria

Il nuovo testo presentato dalla ministra di giustizia e polizia Ruth Metzler deve essere visto come un controprogetto all'iniziativa antistranieri in votazione a settembre Keystone

La Svizzera avrà una nuova legge sugli stranieri, che terrà conto dell'accordo con l'Ue sulla libera circolazione delle persone e costituirà un controprogetto "de facto" all'iniziativa detta "del 18 per cento" su cui il popolo è chiamato a pronunciarsi.

Entro la fine di ottobre, i cantoni e le organizzazioni economiche e sociali interessate dovranno pronunciarsi circa il disegno di nuova legge federale sugli stranieri, definito e messo in consultazione dal Consiglio federale. Il progetto stimolerà verosimilmente un ampio dibattito sia sulla politica migratoria in generale, sia sull’integrazione degli stranieri in particolare, in merito alla quale entrerà in vigore in autunno un’apposita ordinanza.

La legge attualmente in vigore sulla dimora e il domicilio degli stranieri risale al 1931. È una normativa fondamentalmente poliziesca e superata dai tempi, che inutilmente negli anni Settanta l’allora consigliere federale Kurt Furgler cercò di rivedere (il progetto venne respinto in votazione popolare). Ma ora che gli accordi bilaterali con l’UE sono stati approvati, un’adeguamento della vecchia legge appare indispensabile.

Questo significa che la nuova legge cambierà il quadro giuridico quasi esclusivamente per gli stranieri proveniente dagli Stati membri dell’UE o dell’AELS (Associazione europea di libero scambio).

Comunque, gli obiettivi principali che la nuova normativa si prefigge sono principalmente quattro:
– un doppio sistema di ammissione: per i cittadini dell’UE faranno testo le disposizioni dell’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone; per i cittadini di Stati terzi, viene sancita la prassi applicata fin dal 1991 che limita l’ammissione alla manodopera qualificata di cui vi è urgente bisogno;
– il miglioramento dello statuto giuridico degli stranieri che dimorano in Svizzera legalmente e durevolmente. Ciò significa, per esempio, la soppressione degli ostacoli al cambiamento di professione, di posto di lavoro e di cantone di residenza;
– la lotta agli abusi, che vuol dire provvedimenti contro l’attività di passatori e contro il lavoro nero, ma anche limiti al ricongiungimento delle famiglie;
– una maggiore legittimazione dell’applicazione della legge, finora gestita mediante ordinanze del Consiglio federale, ma in futuro disciplinata in modo circostanziato dalla legge medesima.

Il nuovo disegno di legge è anche un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “per una regolamentazione dell’immigrazione”, detta anche iniziativa “del 18 per cento” perché si propone di fissare al a questo livello la proporzione di stranieri sull’insieme della popolazione (oggi al 19,5 per cento). L’iniziativa – che andrà in votazione popolare il prossimo 24 settembre – è stata respinta dal Consiglio federale e dal Parlamento con la duplice motivazione che è contraria al diritto umanitario e mette in pericolo gli accordi bilaterali con l’UE.

La consigliera federale Ruth Metzler, nel presentare alla stampa il nuovo disegno di legge, ha sottolineato come il rapporto ideale tra popolazione straniera e popolazione svizzera non possa essere fissato con delle percentuali, ma risieda piuttosto nel grado d’integrazione degli stranieri. Per promuovere l’integrazione, il Consiglio federale fa molto affidamento sulla relativa ordinanza che, dal prossimo autunno, offrirà un sostegno a Cantoni e Comuni che s’impegnano in questo campo.

Silvano De Pietro

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