ONU-Svizzera: piano comune europeo per gestire le crisi
Si è aperto giovedì il Forum ministeriale delle Nazioni Unite sulla gestione delle crisi umanitarie e dei disastri naturali in Europa e nei paesi dell'ex Urss. Presenti ministri di 50 paesi tra cui il ministro svizzero degli esteri Joseph Deiss.
E’ necessario un coordinamento tra le organizzazioni internazionali, i governi, l’Unione Europea e la Nato per coordinare gli interventi umanitari in caso di disatri naturali o crisi causate da conflitti. E’ questo in sintesi
l’appello che arriva dal forum di Friborgo organizzato dal Dipartimento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite e dalla Svizzera. In Europa, negli ultimi anni le emergenze si sono moltiplicate: dal conflitto in Kosovo, allo spaventoso terremoto in Turchia, dal disastro ecologico che ha colpito il Danubio alla crisi in Cecenia ancora in corso. In tutti questi casi, la comunita internazionale ha reagito con uno spiegamento di forze massiccio, ma privo di coordinamento. Il che ha portato spesso a una duplicazioni di interventi e di organismi con il medesimo mandato e quindi a uno spreco di risorse.
Il Forum di Friborgo, che dovrebbe concludersi con una sorta di manifesto firmata da 51 stati e 37 organizzazioni, intende essere il primo passo verso una sorta di piano d’azione comune per tutti gli organismi nazionali, europei
e internazionali. Come ha spiegato Sergio Vieira De Mello -sottosegretario Onu per gli affari umanitari e attualmente amministratore Onu a Timor Est- “da Friborgo occorre lanciare un nuovo processo per la gestione e la prevenzione
delle crisi rivedendo il mandato dei diversi attori che operano in questo ambito”. Riferendosi poi alla questione balcanica ha aggiunto che in questo processo gli organismi militari, “pur avendo un ruolo essenziale, devono essere subordinati alle istituzioni civili”, con chiaro riferimento alla condotta della Nato nei Balcani.
In questo quadro la Svizzera, come ha sottolineato il ministro elvetico degli esteri Joseph Deiss all’apertura del Forum, “puo svolgere un ruolo importante”. Circa il 60 per cento dell’aiuto umanitario elvetico è dedicato ai progetti delle organizzazioni internazionali. La Svizzera collabora con l’Onu, con il movimento della Croce Rossa, con il Consiglio d’Europa e con altre organizzazoni non governative. “E’ nostro interesse – ha detto Walter Fust della direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera – evitare sprechi e rendere piu efficienti i nostri interventi armonizzando gli sforzi a livello di Europa allargata”.
Maria Grazia Coggiola, Friborgo
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