Paesi alpini a Costanza: cooperazione contro riciclaggio, razzismo ed immigrazione illegale
I ministri dell'interno dei paesi alpini, a convegno lunedì e martedì a Costanza (in Germania), si sono accordati per una più stretta collaborazione contro il riciclaggio di denaro sporco, l'estrema destra e l'immigrazione illegale.
Germania, Francia, Italia, Liechtenstein, Austria e Svizzera intendono infatti armonizzare l’attività delle autorità di sicurezza e facilitare i contatti immediati ed il passaggio di informazioni tra i due versanti dei confini, evitando i rallentamenti burocratici: un primo passo – hanno deciso i ministri – è la creazione di gruppi di studio.
Un gruppo di esperti è stato incaricato di presentare entro la prossima riunione, che si terrà in Italia, tutte le misure possibili in ambito civile, penale ed organizzativo per lottare contro il riciclaggio di denaro sporco. In particolare gli esperti si occuperanno degli abusi delle «società offshore» e del «e-banking on line», indica un comunicato congiunto diramato martedì dal ministero dell’interno tedesco.
La Svizzera intende mettere in pratica le raccomandazioni del gruppo di lavoro nel tempo più breve possibile, ha dichiarato alla stampa la consigliera federale Ruth Metzler. All’inizio delle discussioni sull’argomento sono emerse riserve verso la Confederazione ed il suo sistema bancario, ha detto la Metzler, aggiungendo di aver tuttavia spiegato chiaramente ai colleghi che tale segreto non protegge i criminali e non è di alcun ostacolo ai procedimenti penali.
Per quanto riguarda la collaborazione nella lotta all’estremismo di destra, la rappresentante elvetica ha evocato dopo l’incontro la possibilità di imporre divieti d’ingresso per gli elementi neonazisti, in modo da rendere più difficile i contatti transfrontalieri.
I ministri hanno evocato anche l’eventualità di ricorrere a sequestri di beni. Ruth Metzler ha tuttavia affermato di non ritenere possibile la confisca del patrimonio della NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands) qualora questo fosse trasferito in Svizzera: un rappresentante del partito tedesco di estrema destra aveva recentemente evocato questa eventualità nel caso esso venisse bandito in Germania.
I sei paesi alpini hanno deplorato la scarsa disponibilità di Stati Uniti e Canada ad accogliere la loro rivendicazione di un divieto d’accesso a Internet per la propaganda razzista e xenofoba. La stessa unità di vedute è emersa anche per quanto riguarda una lotta più efficace contro l’immigrazione clandestina e le organizzazioni di passatori. Occorre dimostrare comprensione per le vittime ma nel contempo condurre con la maggior durezza possibile la lotta contro i «passatori mafiosi», ha dichiarato il ministro austriaco Ernst Strasser.
I paesi membri dell’Unione europea vogliono rafforzare la propria azione nei paesi d’origine dei profughi creandovi uffici d’informazione per rendere attente le «potenziali vittime» sui pericoli cui vanno incontro. Ruth Metzler non ha saputo dire se e come la Svizzera intenda partecipare a questa iniziativa. La consigliera federale ha evocato a questo proposito la collaborazione bilaterale esistente per esempio con Macedonia ed Albania.
swissinfo e agenzie
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