Per il Tribunale federale gli schiaffi a fini educativi in contrasto col diritto
Una sentenza del Tribunale federale del maggio 1991 stabilisce chiaramente che schiaffi, pugni e calci sono vie di fatto che, in nessun caso, possono venire giustificate da principi educativi.
Anche gettare un oggetto di un certo peso in direzione della vittima, o versarle addosso un liquido, costituisce una via di fatto, ossia, secondo i giudici federali, un’azione fisica ai danni di una persona che, pur non causando lesioni corporali e non mettendo in pericolo la sua salute, oltrepassa i limiti ammessi.
Nel 1991 i giudici di «Mon Repos» hanno modificato due punti della giurisprudenza in vigore: per qualificare un determinato atto come «via di fatto», non è più necessario che la vittima abbia riportato un danno o si senta male.
Inoltre, le correzioni impartite da un insegnante ad uno scolaro a fini educativi, non sfuggono alla legge e rappresentano un’ingerenza nei metodi educativi dei genitori dello scolaro stesso. Il castigo corporale, infine, contrasta col diritto fondamentale, la libertà e la dignità umana di qualunque individuo.
swissinfo e agenzie
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