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Per il Tribunale federale, le fusioni vanno rese note alle autorità

La fusione di società importanti deve essere annunciata a Berna anche se nessuna di esse ha sede in Svizzera e indipendentemente dai passi fatti a Bruxelles. Lo ha stabilito il Tribunale federale, in una sentenza che rappresenta un'interpretazione restrittiva della legge sui cartelli.

Nella sentenza i giudici losannesi hanno difeso un’interpretazione restrittiva della legge sui cartelli. Sussiste l’obbligo di annunciare una fusione alla Commissione della concorrenza (Comco) se il fatturato cumulato delle società raggiunge i due miliardi di franchi a livello mondiale o i 500 milioni di franchi in Svizzera. E questo, anche se nessuna delle ditte che partecipano alla transazione ha sede in Svizzera.

Non erano di tale parere invece la francese Rhône Poulenc e l’americana Merck che nel 1997 avevano riunito due settori d’attività. I due partner avevano rinunciato a chiedere il via libera delle autorità elvetiche, dopo avere ottenuto il nulla osta della Comunità europea. Di conseguenza la Comco aveva inflitto loro una multa di 23mila franchi.

La commissione di ricorso competente aveva poi annullato la multa, ritenendo che in tal caso la legge sui cartelli non fosse applicabile. Il Tribunale federale ha invece dato ragione alla Comco: secondo il diritto svizzero sussite l’obbligo di annunciare una fusione se essa ha effetti potenziali sul mercato elvetico. Il dossier ritorna ora alla commissione di ricorso.

swissinfo e agenzie

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