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Polemiche sull’esportazione di scorie radioattive delle centrali svizzere

L'impianto di trattamento dei residui nucleari di Sellafield, in Inghilerra Keystone Archive

Due camion speciali con un carico di barre di combustibile nucleare esausto sono partiti martedì dalla centrale nucleare di Mühleberg (BE) in direzione della Francia, da dove proseguiranno a destinazione dell'impianto di ritrattamento di Sellafield, in Inghilterra. Questo trasporto è considerato illegale da Greenpeace, che ricorre al Tribunale federale per bloccarlo.

Appena venuta a conoscenza dei nuovi trasporti, Greenpeace ha annunciato che nei prossimi giorni inoltrerà un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale per denegata giustizia. Già nel novembre 1997, l’organizzazione ambientalista aveva inoltrato al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) una denuncia penale contro i gestori delle quattro centrali atomiche elvetiche per impedire giuridicamente l’esportazione di scorie nucleari svizzere verso gli impianti di Sellafield e La Hague (F).

Greenpeace considera illegale il trasporto di scorie verso La Hague e Sellafield poiché non esiste nessuna garanzia che vengano trattate conformemente alla legge svizzera sull’energia atomica. Accusa inoltre i responsabili delle centrali di mettere in pericolo l’ambiente e la popolazione con radiazioni inutili, di esportazione di scorie radioattive e di mentire sulla sicurezza.

Alla querela di Greenpeace si sono aggiunte quella contro ignoti del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) nel maggio 1998 e quella collettiva degli abitanti di Sellafield e La Hague, nel giugno dello stesso anno, contro i gestori delle quattro centrali atomiche svizzere, nonché funzionari dell’Ufficio federale dell’energia (UFEN) e della Divisione principale per la sicurezza degli impianti atomici (DSN).

Nell’ottobre 2000 l’MPC ha affidato il caso al giudice istruttore argoviese Philipp Umbrich. Il trasferimento dell’inchiesta è stato deciso perché in Argovia si trovano sia due delle quattro centrali nucleari interessate, sia la sede della società che le gestisce e la DSN. L’8 novembre 2000 Greenpeace ha chiesto al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) una disposizione cautelare per bloccare i trasporti incriminati finché sono pendenti le denunce penali.

Ma il 17 maggio di quest’anno l’UFEN ha autorizzato la ripresa delle spedizioni, interrotte nel marzo 2000 su ordine della DSN in seguito alla pubblicazione di un rapporto delle autorità inglesi che denunciava gravi negligenze nei controlli di sicurezza dell’impianto di rigenerazione di Sellafield. La revoca del divieto è stata motivata con il fatto che, tramite una nuova perizia delle autorità britanniche e ispezioni condotte sul posto dalla DSN, era stata appurata la sicurezza degli impianti.

Il 29 maggio il primo convoglio ha lasciato la centrale bernese. Altri cinque sono previsti entro la fine di marzo dell’anno prossimo. In totale da Mühleberg a Sellafield dovrebbero così essere trasferite oltre 125 tonnellate di scorie.

Greenpeace però non si arrende: in giugno ha querelato il giudice istruttore argoviese accusandolo di non aver praticamente mosso un dito da quando l’MPC gli ha affidato l’inchiesta. L’organizzazione ambientalista è stata smentita all’inizio di luglio dal Tribunale d’appello del canton Argovia che ha respinto la denuncia. Greenpeace ha dunque deciso di ricorrere al Tribunale federale.

swissinfo e agenzie

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