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Prima giornata del campionato di disco su ghiaccio

Il portiere Cristobal Huet difende la porta del Lugano dall'attacco del giocatore del Rapperswil Loic Burkhalter Keystone

In Svizzera non è ancora finita l'estate. Ma sabato sera ha già preso avvio il campionato di disco su ghiaccio di Divisione nazionale A. Qui di seguito i risultati della prima giornata di campionato e uno sguardo sulla stagione appena iniziata.

Una vittoria e una sconfitta per le squadre ticinesi nel primo turno del campionato di seria A di hockey: l’Ambri-Piotta ha battuto in casa la neopromossa La Chaux-de-Fonds per 1 a 0, mentre il Lugano, reduce da una stagione in cui si è visto soffiare all’ultimo momento il titolo di campione dallo Zurigo, è stato sconfitto per 3 a 0 fuori casa dal Rapperswil-Jona. I campioni in carica dello Zurigo-Lions hanno invece dovuto accontentarsi di un pareggio (1 a 1) sul campo del Berna. Gli altri risultati: Coira – Langnau 1:1, Friborgo-Gottéron – Zugo 3:5, Kloten – Davos 2:3.

In molti lo hanno definito il campionato più bello del mondo, dopo quello della “mitica” NHL. Ed in effetti da alcuni anni, vuoi per il grande interesse da parte del pubblico, vuoi per i capitali a disposizione dei club che possono permettersi andare a pescare un po’ ovunque per rinforzare i propri organici, il massimo torneo nazionale di hockey su ghiaccio ha subito un’impennata qualitativa verso l’alto, garantendo uno spettacolo di primo piano e favorendo anche la crescita di talenti, che cominciano a diventare bocconi prelibati anche per gli “scout” della ricca lega nordamericana.

Campionato di hockey su ghiaccio che ha ricominciato la sua lunga ed estenuante avventura con parecchie novità. La principale è rappresentata dall’allargamento del numero delle partecipanti, passate dalle tradizionali dieci (numero che resisteva da quanto fu introdotta la formula dei “playoffs”) alle attuali dodici.

Di conseguenza è aumentato anche il volume delle gare in programma: quest’anno si dovranno infatti giocare ben 44 turni prima della fase finale per l’assegnazione del titolo. Al quale ambiscono principalmente tre formazioni: i campioni uscenti dei Lions Zurigo che, forti di un budget di oltre 11 milioni di franchi, hanno rinsaldato ulteriormente il loro già compatto collettivo – affidato all’ex coach dell’Ambrì Piotta Larry Huras – con l’intento di giocare ancora una volta un ruolo di primissimo piano.

Altra squadra che punto alla conquista del titolo, il Lugano, battuto in maniera rocambolesca dagli zurighesi nella finalissima ed anch’esso reduce da una campagna-acquisti, che ha portato in riva al Ceresio alcuni giovani di belle speranze, ai quali spetta il compito di dare linfa nuova ad un collettivo ricco di esperienza ma anche di… anni.

Infine, tra i pretendenti alla vittoria finale va annoverato anche lo Zugo, che anche quest’anno si candida al ruolo di terza forza del campionato, grazie ad una rosa che ha nel pacchetto offensivo il suo punto di forza.

Dietro queste tre “grandi”, che già sin d’ora sembrano destinate al compito di… tirare il gruppo, un ventaglio di formazioni che non è sbagliato definire di “secondo piano”: sia per i mezzi finanziari a loro disposizione sia per gli organici qualitativamente meno ricchi, ma anche per le ambizioni che nutrono (tutt’al più limitate alla speranza di arrivare in semifinale).

In questo gruppo è possibile inserire il Berna (le cui potenzialità economiche sono forse superiori alla media tanto da concedergli di andare a far spese nel supermercato NHL con un carrello particolarmente ampio, ma che ha lo svantaggio di dover partire praticamente da zero nell’organizzazione della squadra), il Kloten, il Rapperswil, il Davos, il Friburgo, il Langnau e l’Ambrì Piotta, le cui ultime splendide stagioni, dal punto di vista agonistico, non si sono rivelate tali economicamente, così da costringere la dirigenza ad un aggiustamento di bilancio ed al conseguente depauperamento della “rosa”.

C’è poi chi affronta questa nuova stagione con il puro obiettivo di salvezza, come le neopromosse Coira e La Chaux-de-Fonds e che, proprio per questo, possono rivelarsi avversari temibilissimi in quanto ogni partita – anche la più insignificante della “regular season” – viene affrontata alla stregua di uno spareggio.

C’è dunque da attendersi un campionato esaltante e combattuto, sia per il fatto che ci saranno due squadre in più a lottare per gli otto posti disponibili per i playoff, sia perché, soprattutto tra le squadre di “seconda fascia”, sembra esserci sulla carta parecchio equilibrio. Il che non può che giovare all’interesse di un torneo in passato oggetto di pesanti critiche, per l’eccessiva lunghezza della prima fase che, con sole due esclusioni dalle finali, rendeva spesso e volentieri gli ultimi turni privi di qualsiasi interesse.

Mauro Rossi

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