Radioscopia di cinque argomenti per un voto
Cinque argomenti ritornano sistematicamente durante la campagna per la votazione del 25 settembre, tra emozioni e razionalità. Cosa pensarne?
swissinfo ha esaminato a fondo i punti di vista di partigiani e oppositori all’estensione della libera circolazione delle persone.
1 – Se si boccia l’estensione si mandano all’aria i bilaterali con l’Unione europea (UE)!
Da un punto di vista formale, se l’estensione non passa i bilaterali non sono messi in discussione. Infatti, tutto dipende dalla reazione politica di Bruxelles.
Se dieci paesi sono discriminati rispetto agli altri 15, l’Unione europea (UE) potrebbe risentirsi. Di colpo, Bruxelles potrebbe denunciare l’accordo sulla libera circolazione delle persone. Se questo accordo cade, cadono anche gli altri sette accordi compresi nel pacchetto dei bilaterali I. E’ la cosiddetta “clausola della ghigliottina”.
Anche l’accordo di Schengen/Dublino (collaborazione nel campo della polizia e dei rifugiati), approvato recentemente dal popolo svizzero, potrebbe non entrare in vigore. La commissaria europea per le relazioni estere, Benita Ferrero-Waldner, aveva fatto una dichiarazione in questo senso il giorno della votazione svizzera su Schengen/Dublino.
I fautori dell’estensione sostengono questa visione pessimista. Gli oppositori invece ritengono che un no non cambierebbe niente nelle relazioni tra Svizzera e UE. Infatti, gli accordi bilaterali sono vantaggiosi anche per Bruxelles, come per esempio il transito dei camion attraverso le Alpi.
Non si può dire quale scenario prevarrà. Ambedue sono credibili. La sola cosa sicura è che il peso dei due partner non è veramente uguale. L’UE sembra “tenere il coltello dalla parte del manico” più della piccola Svizzera.
2 – Se la Svizzera accetta oggi l’allargamento della libera circolazione ai nuovi 10 paesi, in futuro non potrà rifiutarsi di farlo anche per nuovi membri !
Da un punto di vista giuridico non c’è un legame diretto tra il risultato del 25 di settembre e l’evoluzione futura. In base all’accordo sulla libera circolazione, la Svizzera deve pronunciarsi sull’estensione dell’accordo ad ogni nuovo membro.
Il parlamento svizzero – e il popolo in caso di referendum – saranno dunque liberi di accettare o respingere l’estensione dell’accordo a Romania e Bulgaria (dovrebbero entrare nell’UE nel 2007) e in futuro forse a Turchia e Serbia.
Sul piano politico, il problema si porrà esattamente negli stessi termini. La Svizzera potrà rifiutare alla Turchia e alla Romania quello che ha concesso eventualmente a Polonia e Ungheria senza rischiare di subire le ire di Bruxelles?
3 – L’estensione provocherà un massiccio flusso migratorio dai paesi dell’est!
I sostenitori dell’estensione sottolineano che la libera circolazione delle persone in vigore non ha provocato l’arrivo in massa di cittadini dei 15 paesi membri dell’UE. Certo, se si tiene conto dei salari medi in vigore nell’UE, la Svizzera è meno attraente per un francese e un danese che per un polacco o un lettone.
Tuttavia, l’estensione non significa apertura pura e semplice delle frontiere. La Svizzera beneficia di un periodo transitorio. Di fatto, ha la possibilità di limitare il numero di migranti provenienti dall’est e di dare la preferenza ai lavoratori svizzeri sino all’aprile 2011 e, in caso di forte immigrazione, sino al 2014.
Poi, non ci saranno più ostacoli alla libera circolazione. Ci sarà allora un forte afflusso di immigrati dall’est? Attualmente non si può dire. Comunque, l’adesione all’UE dovrebbe permettere di creare molti posti di lavoro e di aumentare il livello di vita nei dieci nuovi paesi membri. Allora, l’interesse per un paese come la Svizzera tenderà a diminuire.
Questo fenomeno si è già verificato con certi paesi dell’UE. La Spagna, per esempio, dopo l’adesione avvenuta negli anni ’80 ha conosciuto un forte sviluppo. Un tempo esportava mano d’opera, oggi meno spagnoli emigrano, in particolare verso la Svizzera.
4 – Lavorando a buon mercato gli immigranti dell’est eserciteranno una forte pressione sui salari in Svizzera (“dumping”)!
E’ la grande paura dei lavoratori svizzeri! Per vincere questa paura, le autorità hanno emanato o rafforzato misure (“misure d’accompagnamento”) come per esempio l’assunzione di 150 ispettori supplementari del lavoro con l’incarico di controllare il rispetto dei salari minimi fissati in certi settori.
Queste misure basteranno? E’ la grande incognita. Il rischio di dumping sembra basso per gli immigrati che trasferiscono il loro domicilio in Svizzera. Perché devono fare i conti con gli stessi problemi degli svizzeri (affitti alti, vita cara ecc.).
Il problema riguarda invece le persone che vengono a lavorare in Svizzera solo per breve termine come dipendenti di un’impresa o lavoratori indipendenti.
5 – I disoccupati dell’est approfitteranno dell’aiuto sociale svizzero. Col tempo questa sarà la rovina del sistema sociale svizzero!
Questa paura sembra più inventata che reale. Infatti, l’accordo di libera circolazione contiene clausole per evitare questo scenario.
La libera circolazione non si estende ai disoccupati. Un immigrato deve lasciare la Svizzera dopo sei mesi se non ha trovato un lavoro. Non è poi possibile ottenere le prestazioni dell’assicurazione disoccupazione se non si sono pagati i contributi per un anno.
swissinfo, Olivier Pauchard
Traduzione: Anna Luisa Ferro Mäder
I dieci nuovi membri dell’UE: Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Malta e Cipro.
Due paesi devono entrare nell’UE nel 2007: Bulgaria e Romania.
Paesi che potrebbero un giorno far parte dell’UE: Turchia, Croazia, Serbia-Montenegro.
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