Ricorsi Forus e Andava: per la massima istanza giudiziaria gli argomenti della difesa senza fondamento
Gli argomenti invocati dalle società Forus ed Andava per opporsi alla richiesta d'assistenza giudiziaria alla Russia, nella vicenda di sottrazione indebita di fondi all'Aeroflot, sono sprovvisti di fondamento. Lo ha sentenziato il Tribunale federale.
Il Tribunale federale (TF) ha pubblicato mercoledì le motivazioni della sentenza emessa lo scorso mese di giugno e della quale, finora, era noto solo il dispositivo.
Sia Forus che Andava sono nate dalla collaborazione che alcuni anni fa legava il gruppo vodese André al magnate russo Boris Berezovski. Il finanziere russo è stato amministratore della Forus fino al 1996 e dell’Andava fino al 1. gennaio 1997. Nel 1996, André ha ceduto le sue partecipazioni in entrambe le società finanziarie. L’anno dopo, i giornali russi hanno cominciato a formulare i primi sospetti riguardo al ruolo svolto dalle società losannesi nello storno di fondi della compagnia aerea di bandiera russa Aeroflot, fondi che ammonterebbero a diverse centinaia di milioni di dollari.
Le due società avevano invano ricorso contro la decisione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di accordare assistenza giudiziaria alla Russia. Il Tribunale federale aveva respinto lo scorso giugno i ricorsi presentati dalle tre finanziarie Forus, Andava e Anros.
Forus nel ricorso sosteneva che i movimenti di fondi con Aeroflot corrispondevano ad operazioni finanziarie lecite. La società aerea russa aveva un urgente bisogno di capitali per modernizzare la flotta ed aveva incaricato Forus di procurarle i crediti. A seguito dell’accordo – sostiene la società vodese – Aeroflot le aveva ceduto le somme intascate presso le compagnie aeree per l’utilizzo delle linee interne russe e le infrastrutture aeroportuali del paese. Forus sosteneva quindi che i sospetti di storno dei fondi che pesavano su Berezovski e su due suoi uomini di fiducia, insediati ai vertici di Aeroflot, sarebbero quindi stati privi di fondamento.
Per il TF gli argomenti invocati equivalgono alla contestazione dell’accusa formulata dalla procura russa. Tali argomenti – sottolineano i giudici di Losanna – sono di competenza esclusiva dei magistrati russi incaricati del dossier. Dalla domanda di assistenza giudiziaria inoltrata dalle autorità russe emerge chiaramente che Berezovski è sospettato di aver utilizzato la sua influenza per mezzo dei due direttori dell’Aeroflot. Il denaro, proveniente dagli utili realizzati dalla compagnia di bandiera russa, sarebbe poi stato trasferitio su conti aperti a nome delle società Forus, di cui Berezovski era uno dei beneficiari, spiega il TF.
Nella sua strategia di difesa, Forus sottolinea che l’Aeroflot non ha subito nessun danno di natura finanziaria e non ha mai denunciato né Berezovski, né i due direttori della compagnia. Inoltre la società losannese ha sostenuto che non è mai stata notificata nessuna accusa al magnate russo. Per confutare il primo argomento di Forus, il TF si è basato sulla lettera spedita lo scorso dicembre dall’Aeroflot al procuratore russo Nikolai Volkov, responsabile del dossier. Nella missiva la compagnia aerea evocava chiaramente l’esistenza di un danno finanziario che giustificava, secondo i risultati dell’inchiesta, una denuncia penale.
Per quanto concerne l’assenza di accuse nei confronti di Berezovski, i giudici di Losanna hanno ricordato che per giustificare l’assistenza giudiziaria è sufficiente l’apertura di un’inchiesta penale. Nel caso concreto i due uomini di fiducia di Berezovsky erano stati accusati formalmente, sottolinea il TF.
Inoltre, le condizioni della doppia punibilità richiesta dalla legislazione svizzera per accordare l’assistenza giudiziaria, sono realizzate nel caso concreto. Infatti le attività sotto inchiesta sono punibili sia in Russia che in Svizzera. Se Berezovski avesse agito sul territorio della Confederazione avrebbe potuto essere incriminato per amministrazione infedele, spiega il TF.
In seguito alla decisione del TF, circa 800 classificatori di documenti sono ora a disposizione della giustizia russa. Per quanto riguarda i conti posti sotto sequestro, restano bloccati nell’eventualità di una richiesta di trasferimento da parte dello stato russo.
swissinfo e agenzie
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