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ombre di mani

Oggi in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

la lotta contro la violenza domestica e sessuale rimane in Svizzera una delle maggiori sfide sociali. E il bilancio delle autorità mostra che, nonostante le nuove misure, il problema non è diminuito.

Cordiali saluti da Berna.

sessione parlamentare
Questa settimana si tiene la sessione straordinaria del Consiglio nazionale. Keystone / Alessandro Della Valle

In apertura ieri, la Camera del popolo ha dato un segnale storico, riconoscendo esplicitamente le ingiustizie subite da Jenisch e Sinti come “crimini contro l’umanità”. Tra il 1926 e il 1973, autorità, enti privati ed ecclesiastici avevano sottratto migliaia di bambine e bambini alle loro famiglie per combattere lo stile di vita delle popolazioni nomadi. Per le persone colpite, la dichiarazione è soprattutto un simbolo importante, anche se rimane politicamente controversa.

Ha fatto discutere anche la questione dei seggi al Consiglio degli Stati per i due semicantoni di Basilea. Il Consiglio nazionale ha respinto un’iniziativa cantonale di Basilea Città che chiedeva che i due territori non fossero più considerati semicantoni. Tuttavia, la situazione non cambierà: Basilea Città e Basilea Campagna continueranno a disporre di un solo seggio ciascuno al Consiglio degli Stati. La maggioranza ha fatto riferimento all’equilibrio federale e all’ordinamento storicamente consolidato.

Oggi al centro del dibattito c’era anche la seconda fase di attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche, approvata in votazione popolare. Il Consiglio nazionale discute di miglioramenti delle condizioni di lavoro e dello sviluppo professionale nel settore delle cure, ad esempio per quanto riguarda la pianificazione dei turni e l’orario di lavoro. La commissione preparatoria vuole tuttavia annacquare il progetto del Consiglio federale. Mentre la sinistra mette in guardia da un indebolimento della volontà popolare, i partiti di centro-destra parlano di costi eccessivi. Le associazioni del personale infermieristico hanno aumentato ulteriormente la pressione con un appello sostenuto da circa 190’000 firme.

Questa mattina, la Camera del popolo ha notevolmente indebolito i punti centrali della proposta: l’orario massimo di lavoro nel settore infermieristico rimane di 50 ore settimanali e sono stati respinti ulteriori miglioramenti delle condizioni lavorative. Mentre il Consiglio federale voleva rafforzare il settore con orari di lavoro ridotti e migliori regole di compensazione, una maggioranza di centro-destra si è imposta, adducendo come motivazioni i costi e il fabbisogno di personale aggiuntivo.

Al momento della chiusura di questo bollettino, le deliberazioni in Consiglio nazionale erano ancora in corso.

Il consigliere federale Beat Jans alla conferenza stampa di lunedì 27 aprile 2026 a Berna sulla roadmap contro la violenza domestica e sessuale.
Il consigliere federale Beat Jans alla conferenza stampa di lunedì 27 aprile 2026 a Berna sulla roadmap contro la violenza domestica e sessuale. Keystone / Peter Schneider

A cinque anni dall’adozione della “Roadmap contro la violenza domestica e sessuale”, ieri Confederazione e Cantoni hanno tracciato un bilancio e definito i prossimi passi.

Nonostante le nuove misure adottate da Confederazione e Cantoni, la violenza domestica in Svizzera resta un problema in crescita. Sebbene gli strumenti di protezione siano stati potenziati, molte vittime ricevono aiuto spesso solo quando la situazione è già degenerata.

La roadmap prevede, tra l’altro, un migliore coordinamento tra le autorità, un aumento dei posti letto nei centri di accoglienza e un nuovo numero nazionale di aiuto alle vittime, il 142, che dal 1° maggio dovrebbe essere raggiungibile 24 ore su 24. Anche il quadro giuridico dovrebbe essere ulteriormente rafforzato. Le persone presenti alla conferenza stampa hanno sottolineato che la lotta contro la violenza domestica e sessuale è ancora una strada in salita.

Critiche giungono da centri specializzati e dalla politica: le misure vengono attivate spesso troppo tardi e colgono solo parzialmente la realtà che si vive in ambito privato. Nel 2025 sono stati registrati oltre 22’000 reati legati alla violenza domestica e sessuale, un nuovo record. Le esperte e gli esperti chiedono quindi più prevenzione e interventi più tempestivi, prima che la violenza degeneri.

La consigliera federale Karin Keller-Sutter la scorsa settimana a una conferenza stampa del Consiglio federale sulla modifica della Legge sulle banche
La consigliera federale Karin Keller-Sutter la scorsa settimana a una conferenza stampa del Consiglio federale sulla modifica della Legge sulle banche. Keystone / Peter Klaunzer

Nella controversia sulla regolamentazione bancaria, aumenta la pressione sul Parlamento. La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter critica l’attività di lobbying insolitamente forte della grande banca UBS, mentre l’istituto respinge gli inasprimenti previsti, giudicandoli eccessivi.

Secondo Keller-Sutter, nella disputa sulla nuova regolamentazione bancaria, UBS sta mettendo sotto pressione i membri del Parlamento, chiamato a decidere sulla proposta del Governo. Un’attività di lobbying così intensa da parte di un attore privato è piuttosto insolita in Svizzera, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Blick. Afferma di aver sentito deputate e deputati esprimere il timore che la grande banca possa tagliare i contributi politici ai partiti.
La consigliera federale difende gli inasprimenti previsti, considerandoli una lezione tratta dalla crisi del Credit Suisse. Le misure si basano su un’analisi approfondita e mirano a colmare le lacune esistenti nel sistema.

Alla fine, secondo Keller-Sutter, si tratta di una questione di principio: prevarranno gli interessi di chi paga le imposte o quelli di UBS? La banca, così come le associazioni economiche e gli ambienti di centro-destra, criticano le proposte definendole esagerate e dannose per la competitività internazionale. 

In Islanda, un impianto di Climeworks per la cattura diretta di CO2 dall'aria.
In Islanda, un impianto di Climeworks per la cattura diretta di CO2 dall’aria. Keystone / Anthony Anex

Dopo mesi d’incertezza, una start-up svizzera attiva nel settore climatico riceve un sostegno inaspettato negli Stati Uniti e dovrebbe poter realizzare il suo progetto più importante nel Paese.

Climeworks potrà probabilmente realizzare il suo impianto di cattura di CO2 previsto nello Stato americano della Louisiana. Il Dipartimento dell’energia statunitense ha deciso a sorpresa di continuare a sostenere il “Project Cypress”, nonostante le incertezze politiche seguite al cambio di potere a Washington.

Inizialmente, sotto l’amministrazione di Donald Trump, il finanziamento era a rischio. Ora, tuttavia, il Dipartimento mantiene il suo sostegno. Per Climeworks si tratta di un passo importante per migliorare e potenziare la propria tecnologia di “cattura diretta dall’aria” (Direct Air Capture), che estrae CO2 direttamente dall’atmosfera per stoccarla nel sottosuolo.

Il progetto fa parte di un’iniziativa da miliardi di dollari in totale: Climeworks potrebbe vedersi  attribuire fino a 600 milioni sotto forma d’investimenti statali. Molti dettagli restano ancora da definire. La spin-off del Politecnico federale di Zurigo, fondata nel 2009, ha una nuova sede principale statunitense in Texas dal 2024.

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