Sorgerà a Ginevra un Centro per il controllo democratico delle forze armate
Il Consiglio federale ha approvato martedì il relativo progetto, che pone le basi per la nascita del Centro entro la fine del 2003. L’iniziativa rientra nell'ambito della partecipazione elvetica al programma di Partenariato per la pace della Nato.
Con la sua creazione, la Svizzera intende contribuire concretamente alla promozione del controllo democratico delle forze armate nei paesi in fase di democratizzazione e di sviluppo. Già nel prossimo autunno verrà istituita un’apposita fondazione, la cui direzione dovrebbe venir affidata a Theodor Winkler, capo supplente della politica di sicurezza al Dipartimento federale della difesa.
Ispirata ai modelli del Centro di politica di sicurezza e del Centro internazionale di sminamento umanitario, la nuova istituzione persegue tre obiettivi: innanzitutto riunire e valutare sistematicamente le esperienze conseguite finora per metterle a disposizione della comunità internazionale. In secondo luogo, sviluppare norme e procedimenti per promuovere la democratizzazione nel settore della sicurezza. Terzo obbiettivo: sostenere o condurre progetti di cooperazione per il controllo democratico delle forze armate con partner locali e internazionali.
I partner principali del Centro saranno i governi, i parlamenti, le organizzazioni internazionali e quelle non governative. Ricerche ed analisi, documentazione ed informazione, consulenza e sostegno sul posto costituiranno le sue prestazioni essenziali.
In un primo tempo si prevede che il Consiglio di fondazione comprenda dai 20 ai 25 Stati, a cominciare dai membri dello spazio euro-atlantico. Numerosi paesi hanno già manifestato interesse in proposito, precisano i Dipartimenti federali degli affari esteri (DFAE) e della difesa (DDPS). In una seconda fase, l’adesione sarà aperta a Stati «chiave» di altre regioni.
Il budget del Centro è di 2 milioni di franchi per quest’anno e dovrebbe aumentare fino a 10 milioni annui entro il 2003. I costi sono assunti dal DDPS nell’ambito del suo budget ordinario. I membri stranieri della Fondazione saranno chiamati a contribuire con fondi supplementari.
swissinfo e agenzie
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