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Ticino: amministrazione pubblica più trasparente

Migliorare il contatto fra amministrazione pubblica e cittadini, questo il traguardo della prevista legge sulla trasparenza swissinfo.ch

Uno Stato più trasparente e un maggiore controllo dei cittadini sulle istituzioni. E' questo l'obiettivo di un avamprogetto legislativo sul diritto di accesso alle informazioni della pubblica amministrazione che il Cantone ha messo in consultazione da lunedì e che conta di approvare entro il primo gennaio del 2003.

Un legge leggera, appena 13 articoli, ma che segna un capovolgimento radicale nei rapporti tra cittadini e istituzioni. Si passa, difatti, dal principio della segretezza a quello della trasparenza per tutti i documenti dello Stato, della magistratura, degli enti di diritto pubblico e persino delle società private ma a partecipazione statale maggioritaria.

Unici limiti nella concessione delle informazioni sono: i motivi di sicurezza e ordine pubblico, i segreti commerciali e professionali e naturalmente la tutela della sfera privata delle persone.

Resteranno pure “riservati” i procedimenti giudiziari ancora aperti, nonché la protezione dei dati personali. Contro il rifiuto dell’autorità di concedere i documenti sarà possibile presentare ricorso ed entro 30 giorni un’apposita commissione indipendente si pronuncerà sullo stesso.


Il progetto di legge è nato sulla spinta di un’iniziativa parlamentare presentata nel 1993 da Chiara Simoneschi Cortesi, allora gran consigliera e oggi deputata popolare democratica al Nazionale.

Alla sua proposta è seguita la costituzione di un gruppo di lavoro che ha messo ha punto i 13 articoli con lo scopo di migliorare sia l’informazione passiva, quella richiesta direttamente dai cittadini, che quella attiva, promossa cioè dallo stato.

Il risultato finale dovrebbe essere un notevole miglioramento nell’accessibilità a tutti gli atti amministrativi che possono essere richiesti in forma orale o scritta e senza motivazioni. Basta rivolgersi all’autorità o al funzionario che in quel momento è in possesso del documento richiesto, il quale entro 24 ore dovrà dare una risposta.

La nuova legge, che deve essere ancora approvata dal governo, resterà in consultazione sino al 31 ottobre di quest’anno, poi, dopo l’avvallo dell’esecutivo, passera all’esame del Parlamento ticinese.

Libero D’Agostino

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