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Ticino: sotto accusa i vertici della giustizia

Il procuratore generale Luca Marcellini, uno dei due magistrati ticinesi sotto inchiesta per presunti legami con il trafficante italiano Gerardo Cuomo, di cui l'Italia ha chiesto l'estradizione Keystone

La magistratura del Cantone Ticino è nella bufera. Il suo vertice è stato posto sotto inchiesta dalla Procura pubblica federale. Nel mirino delle autorità federali il presidente del Tribunale penale Franco Verda e il procuratore generale Luca Marcellini.

I due magistrati potrebbero essere coinvolti in fatti di rilevanza penale nel dossier di Gerardo Cuomo, il cittadino italiano 54enne, con residenza in Ticino, arrestato lo scorso 10 giugno a Zurigo. Questo personaggio controverso è accusato di traffico internazionale di sigarette e di armi, di smercio di droga e di riciclaggio di danaro.

Davanti ai deputati del Granconsiglio riuniti in sessione a Bellinzona, martedì pomeriggio, ha parlato il presidente del Governo Giuseppe Buffi, che ha informato su questa clamorosa vicenda. Buffi ha indicato che una settimana fa il procuratore generale della Confederazione Valentin Rohrschacher ha segnalato al capo del dipartimento ticinese delle istituzioni, Luigi Pedrazzini, “sospetti di comportamenti penalmente rilevanti commessi da rappresentanti della magistratura ticinese”.

In base a queste indicazioni provenienti da Berna, il governo ticinese ha provveduto a nominare un procuratore straordinario nella persona dell’avvocato Luciano Giudici, già procuratore pubblico del Sopraceneri. Questi si è già messo al lavoro e ha fatto sapere di voler procedere velocemente alla verifica delle gravi informazioni sui due magistrati ticinesi.

Il portavoce del Ministero di giustizia e Polizia Folco Galli ha confermato che le autorità italiane hanno inoltrato a Berna anche una richiesta di estradizione per Cuomo. .

La stampa ticinese di mercoledì riferisce che della frequentazione di Gerardo Cuomo da parte del giudice Verda si mormorava ormai da qualche tempo: “Avrebbero trascorso assieme le vacanze nel Mediterraneo il giugno scorso unitamente alla legale di Cuomo, l’avvocata Desirée Rinaldi, che sembra essere l’anello di congiunzione tra il trafficante e il giudice ticinese”, scrive “La Regione”.

Più difficile, sempre secondo La Regione, individuare i legami che Marcellini avrebbe avuto con Cuomo. Inoltre, sembra che nella vicenda si inseriscano anche intercettazioni telefoniche dell’Antimafia italiana.

Ironia della sorte, martedì, quando tutta la vicenda è venuta a galla, i deputati presenti nella sala del Granconsiglio a Bellinzona si apprestavano a discutere del potenziamento della magistratura ticinese.

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