Truffa al fisco tedesco: perquisizioni anche a Lugano e Ginevra
Con la retata compiuta mercoledì a livello europeo, la polizia tedesca ha scoperto una truffa ai danni del fisco per decine di milioni. Anche a Lugano e Ginevra sono state effettuate delle perquisizioni e sono stati bloccati conti bancari.
Il fermo di 16 persone ed il sequestro di 10 mila telefonini, 4 milioni di marchi (pari a circa 3,2 milioni di franchi) in contanti, auto, dipinti ad olio, nonché di dischetti informatici e molteplici documenti: è il bilancio della vasta retata compiuta mercoledì scorso in 11 Stati europei, fra cui la Svizzera, bilancio che è stato illustrato venerdì dagli inquirenti in una conferenza stampa a Monaco di Baviera. Anche a Lugano e Ginevra sono state effettuate perquisizioni e bloccati conti bancari.
La banda internazionale sgominata dalla polizia è accusata di riciclaggio di denaro sporco, truffa, associazione a delinquere e delitti fiscali. Solo in Germania – hanno indicato gli investigatori – la banda internazionale di truffatori è riuscita, con documenti falsi e società fittizie, a farsi rimborsare dal fisco almeno 40 milioni di marchi (32 milioni di franchi svizzeri), quale restituzione di Iva in realtà mai pagata.
Tramite aziende fittizie, la banda importava in Germania – a volte realmente, altre no – cellulari da vari paesi. «A volte i telefonini restavano nei depositi, mentre altre volte venivano spostati in un altro luogo», hanno spiegato gli inquirenti. Questi sospettano che le transazioni servissero inoltre a riciclare denaro sporco.
«Il caso ha dimensioni finora inimmaginabili», ha dichiarato Hermann Wiesinger, della polizia tributaria bavarese. Questo traffico potrebbe peraltro essere solo la punta dell’iceberg. Secondo calcoli del Ministero delle finanze dell’Assia, il fisco tedesco subirebbe ogni anno danni nell’ordine di miliardi di marchi a causa di traffici di questo tipo.
Avviata all’inizio del 1999 da un gruppo di investigatori denominato «Lugano», l’indagine è ancora in corso: potrebbe durare anni, ha rilevato il capo investigatore Karl-Heinz Spörl.
Scattata mercoledì mattina, la retata europea è durata più di nove ore. In totale 800 fra poliziotti e agenti tributari hanno perquisito 213 uffici e appartamenti. In Germania sono state arrestate sette persone – 4 tedeschi, due iraniani e una francese – che sono ora poste in detenzione preventiva. In Svizzera, Italia e Gran Bretagna complessivamente i fermi sono stati nove. Alcune di queste persone sono nel frattempo state rilasciate.
swissinfo e agenzie
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