The Swiss voice in the world since 1935

Un nuovo “no” americano inquieta anche la Svizzera

swissinfo.ch

Unendosi al coro di critiche suscitato dall'intransigenza americana, anche la Svizzera ha espresso rammarico per il fallimento dei negoziati sul protocollo aggiuntivo alla Convenzione per la messa al bando delle armi batteriologiche (o biologiche), deplorando l'ostruzionismo degli Stati Uniti.

«Ci preoccupa la scarsa importanza data dagli Stati Uniti al negoziato multilaterale», ha sottolineato all’ats l’ambasciatore Christian Faessler, delegato svizzero alle questioni del disarmo. Come l’Unione europea, anche Berna si era impegnata fermamente in questi sei anni di trattative per l’introduzione di questo protocollo volto a rafforzare ed estendere la portata della Convenzione del 1972, prevedendo un meccanismo di controllo sull’osservanza delle disposizioni del trattato.

La Confederazione riteneva che il documento di compromesso, anche se imperfetto, fosse una solida base di discussione. I negoziati avrebbero dovuto concludersi il 17 agosto, ma gli Stati Uniti ne hanno decretato la fine prematura, annunciando mercoledì a sorpresa il totale rigetto della formula di compromesso ed invocando questioni di sicurezza nazionale.

L’ambasciatore Christian Faessler ha peraltro precisato che gli Usa non sono gli unici responsabili del fallimento dei negoziati. Anche altri Paesi, come la Cina, l’India, il Pakistan, l’Iran e la Russia avevano espresso serie riserve. Malgrado tutto «la lotta contro il pericolo delle armi biologiche deve continuare. Speriamo di tutto cuore che Washington proponga valide alternative, come annunciato», ha poi aggiunto il delegato elvetico.

Il fallimento del negoziato è uno smacco anche per Ginevra: la Svizzera, ed anche l’Olanda, si erano candidate per accogliere la futura organizzazione per il controllo delle armi batteriologiche. La candidatura svizzera non è ritirata ma «la questione non è più di attualità», ha osservato deluso l’ambasciatore elvetico.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR