Vertice G8: la polizia svizzera collabora con quella italiana
Berna ha inviato a Genova, dove venerdì si inaugura il vertice dei principali paesi industrializzati, un agente di collegamento. La polizia federale ha pure trasmesso all'Italia informazioni riguardanti oppositori alla globalizzazione.
Le autorità italiane hanno ottenuto dati personali sui manifestanti che hanno partecipato, in Svizzera, a proteste sfociate in disordini e che quindi sono potenzialmente violenti, ha detto Philipp Kronig, dell’Ufficio federale di polizia (UFP), specificando che per il momento i dati riguardano unicamente cittadini stranieri.
Le informazioni provengono dal sistema ISIS di protezione dello stato, che raccoglie dati sulle persone implicate in atti violenti. Lo schedario non contiene dati concernenti i manifestanti anti-globalizzazione, a meno che questi non si siano lasciati andare ad atti di violenza, ha precisato Kronig.
Nessuna scheda dal cantone dei Grigioni
Le schede stilate dalla polizia grigionese, in occasione delle manifestazioni contro il Forum economico di Davos, non hanno potuto essere trasmesse, in quanto i dimostranti non hanno compiuto atti di violenza nel cantone. È invece possibile che siano stati trasmessi dati concernenti i manifestanti che hanno partecipato ai successivi disordini a Zurigo. L’UFP si è però rifiutato di precisare il numero delle persone, i cui dati sono stati comunicati alla polizia italiana.
Kronig ha spiegato che un ufficiale di collegamento si trova già a Genova, per analizzare i bisogni della polizia italiana e per fornire le informazioni che si rendono necessarie. Tuttavia, ha specificato, l’UFP non trasmetterà estratti di ISIS, e non fornirà liste di nomi a titolo preventivo.
Gli interrogativi del PS
Il Partito socialista svizzero (PS) sollecita chiarimenti al preposto federale alla protezione dei dati in merito alle informazioni trasmesse da Berna alle autorità italiane sugli oppositori alla globalizzazione. Lo ha indicato il segretario generale del PS, Reto Gamma, alla radio svizzero tedesca DRS.
Si tratta di verificare se siano state rispettate le regole riguardanti la protezione dei dati, ha affermato. Il partito chiede in particolare come Berna intenda verificare che le autorità italiane distruggano davvero, al termine del vertice del G8 a Genova, le informazioni ricevute.
Questione di fiducia reciproca
La polizia italiana deve distruggere tutte le informazioni, dal momento che non le serviranno più. Però, dato che in quest’ambito risulta impossibile controllare il lavoro della polizia italiana, la collaborazione tra i due paesi si basa sulla fiducia reciproca.
Tuttavia, ha specificato Kosma Tsiraktsopulos, portavoce dell’incaricato federale per la protezione dei dati, si potrà chiedere al competente ufficio italiano di verificare se la polizia avrà distrutto i dati. Dal canto suo, l’ufficio dell’incaricato svizzero potrà controllare se la trasmissione delle informazioni è avvenuta nel rispetto della legge.
swissinfo e agenzie
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