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Evoluzione dei generi nel lavoro in Svizzera dal 1970

Uomo ostetrico, donna elettricista... Che siano maschili o femminili poco importa: gli stereotipi professionali in Svizzera resistono. Una panoramica grafica di mezzo secolo di evoluzione, o di stagnazione, della segregazione di genere nel mondo del lavoro in Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2018 - 10:30

Il modello tradizionale di famiglia borghese, in cui l'uomo lavora e la donna accudisce casa e figli, ha persistito a lungo in Svizzera. Poiché il paese non è stato coinvolto nei due conflitti mondiali del XX secolo, non ha spinto il lavoro femminile per compensare la mancanza di lavoratori morti in guerra.

Oggi, molti uomini e donne esercitano la stessa professione, ma molti mestieri rimangono roccheforti maschili o femminili. Il grafico che segue illustra questo fenomeno e la rappresentazione maschile/femminile delle 30 professioni più diffuse in Svizzera nel 2016.

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Donne via dai fornelli?

Nel 1970, le donne rappresentavano solo un terzo della popolazione attiva, mentre oggi superano il 46%. La maggioranza delle donne mantiene il lavoro anche dopo la maternità, ma nella maggior parte dei casi a tempo parziale. 

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Cambiamento di genere 

swissinfo.ch ha esaminato i dati di oltre 500 professioni sull'arco di quasi 50 anni per individuare quelle in cui le maggioranze di genere si sono invertite nelle proporzioni più consistenti. 

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La segregazione dei generi dura a morire

Benché in meno di 50 anni molte professioni si siano diversificate, la segregazione di genere professionale resta molto diffusa. Nel confronto internazionale, la Svizzera è in vetta alla classifica, secondo uno studio del Fondo nazionale svizzero di ricerca scientifica del 2013.

Il grafico seguente mostra degli esempi dei mestieri con le più forti connotazioni di genere.

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La situazione è problematica, soprattutto per quanto riguarda la parità di retribuzione tra uomini e donne. Le professioni tipicamente femminili, come il lavoro di cura o l'educazione dei figli, hanno uno status sociale inferiore, offrono poche opportunità di carriera e sono scarsamente retribuite.

Tra l'altro dei settori di attività fortemente connotate come maschili che soffrono di carenza di manodopera qualificata trarrebbero vantaggio se non vi fosse una segregazione di genere.

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